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Tornano a illuminare il corso gli splendidi portoni del Cambio: restituiti a nuova vita dopo 5 secoli

L’opera del 1500 conserva intatto il suo fascino. Aumentato dallo scorrere dei secoli su quelle antiche fibre: un autentico miracolo

Al di là di ogni possibile polemica su precedenti interventi (commento che lasciamo volentieri agli esperti del ramo) è indubitabile la qualità del restauro conservativo effettuato dal maestro del legno Nicola Panichi sui portoni del Nobile Collegio del Cambio.

Quelle porte splendide, coi disegni dei decori realizzati (è communis opinio degli esperti) dallo stesso Pietro Perugino, sono tornate a sorridere nel contrasto cromatico delle fibre. Il tutto risale al 1501 ed è opera di Antonio Bencivenni da Mercatello. Secondo Pietro Scarpellini, indimenticato storico dell’arte della Vetusta, in quelle porte lignee si rintraccerebbero disegni o quanto meno idee dello stesso Perugino. Come dimostrato dalle cornici dipinte sulle pareti e scolpite sui banchi, facenti capo a un unico progetto del Divin Maestro.

La sverniciatura dai precedenti prodotti ha riportato a legno chiaro e il trattamento con una sostanza idonea ha rimesso in evidenza, contrastandole, le venature.Ora quell’antico manufatto canta sotto il sole del mezzogiorno e davanti agli obiettivi delle digitali dei tanti turisti che accedono a quei locali, uscendone incantati. Portare a casa un ricordo dell’esterno, restituito alle migliori condizioni possibili, è ora un vanto.

L’opera del 1500 conserva intatto il suo fascino. Aumentato dallo scorrere dei secoli su quelle antiche fibre. Un autentico miracolo, di cui va dato atto alla ditta Nipanì che si è presa cura del restauro. Felicitazioni anche al rettore Ansidei, promotore dell’indispensabile operazione.

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