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Casa d'accoglienza lager, le intercettazioni: "Nessuno vuole una come te"

In base alle indagine effettuate dagli inquirenti gli ospiti della struttura venivano vessati quotidianamente. Persone deboli mentalmente e prese di mira da chi avrebbe dovuto aiutarle

Quaranta. È questo il numero delle pagine che compongono la lunghissima ordinanza emessa dal gip Carla Giangamboni con la quale sono state emesse sei misure cautelari nei confronti di altrettanti operatori che lavoravano nella casa protetta di Torchiagina ad Assisi. Oggi, dopo una lunga camera di consiglio, sono stati revocati gli arresti domiciliari a Servillo e Muschiano. Il loro profilo indiziario si è infatti ridimensionato notevolmente. Rimangono invece costretti agli arresti gli latri coinvolti per pericolo di inquinamento delle prove.

In base alle indagine effettuate dagli inquirenti gli ospiti della struttura venivano vessati quotidianamente. Persone deboli mentalmente e prese di mira da chi avrebbe dovuto aiutarle. Nel particolare si legge nell'atto: “In tutto il periodo in cui aveva lavorato lì mai aveva riscontrato la presenza di medici a colloquio o in visita ai pazienti”. Ma a scatenare la rabbia sono i metodi usati dagli indagati, ancora tutti ovviamente da dimostrare: “per esempio – si legge nell'ordinanza – agli ospiti era prescritto di lavarsi i denti alla fontana esterna, tranne che nei giorni di pioggia, per non sporcare i bagni”

Ma dalle vessazioni all'incoscienza se si pensa che c'è chi “ha negato un’assistenza particolare ad una paziente che aveva gravi difficoltà nella deambulazione, nonostante gli operatori gli avevano più volte fatto presente le difficoltà della situazione in cui versava la donna”. La stessa donna che “qualche tempo dopo, era caduta dalle scale ed era stata in seguito trovata morta nella sua camera senza essere mai stata ricoverata in ospedale”.

Raccapriccianti anche le intercettazioni: “Io me ne voglio andare da qui, voglio andare a casa” ed è in questo caso che un operatore risponde: “E dove vai…secondo te i tuoi genitori ti vogliono così?…le tue sorelle non ti vogliono…non vogliono una che si caga addosso…me l’hanno detto…anzi è la prima cosa che m’ha detto tuo madre quando sei arrivata. Secondo te tua sorella… vestita bene, bella truccata e tutto, vuole una che si caca addosso e puzza di cacca?”. Ulteriori indagini potrebbero rivelare un contesto ancora peggiore, ma chiarire il quadro bisognerà aspettare.

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