Cronaca

I Negazionisti del Covid in piazza a Todi. Ruggiano: "Sono contrario ma impedire non si può. Devono però rispettare le regole"

Il primo cittadino cita l'articolo 21 della costituzione italiana e ribadisce: "Nessuno, Nessuno può violare le norme o le leggi e la Carta Costituzionale"

Antonino Ruggiano, sindaco di Todi, è un liberale conservatore vero e da sempre. E per questo suo bagaglio culturale e politico ora rischia di finire nel tritacarne mediatico per una manifestazione lanciata dal popolo No Vax, ovvero i negazionisti del Covid che già in molte piazze sono scesi in campo, con l'appoggio anche di alcuni medici - non molti in verità - che hanno sposato questa teoria. L'appuntamento sarebbe previsto per domenica prossima, nove maggio, alle 15,30 in Piazza del Popolo. Le locandine stanno facendo il giro dei social e l'allarme sta aumentando notevolmente in città ma anche in provincia. La stragrande maggioranza dei cittadini teme contagi e focolai per via di partecipanti negazionisti che potrebbero non rispettare le norme anticontagio e non indossare i dispositivi di sicurezza.

Il consigliere del Pd Andrea Vannini, su Fb ha lanciato all'allarme: "In un momento come questo, dove si sta ripartendo e credere nell’esistenza del COVID è fondamentale per fare attenzioni manifestazioni del genere fanno DANNO e soprattutto è una mancanza di rispetto immensa verso tutti i morti che ci sono stati e che ancora, purtroppo, ci sono.  Spero qualcuno intervenga e verificherò personalmente che abbiamo richiesto tutti i permessi del caso". Ed ha lanciato una sfida al sindaco Ruggiano: come ha intenzione di gestire questa manifestazione? E soprattutto cosa farà per impedirla?. Ecco dunque lo scomodo ruolo di un sindaco, come Ruggiano, che si trova degli ospiti indesiderati nella città. Opporsi facendo di tutto per non far svolgere la manifestazione oppure rispettare l'articolare 21 della Costituzione? Ruggiano ha deciso ed ha voluto fare delle dichiarazioni pubbliche. La sintesi del suo pensiero: non si può cancellare una manifestazione di popolo, anche se non si condivide (è la democrazia ndr), soprattutto se autorizzata e c'è una procedura rispettata, ma allo stesso tempo si può e si deve chiedere il rispetto delle regole anticontagio che riguardano tutti.

Antonino Ruggiano-2La premessa di Ruggiano: "Credo fortemente nella scienza, nel valore dei vaccini e nelle organizzazioni internazionali. Ritengo, infine, che niente sia più lontano dalla realtà, dalle teorie che circolano, quotidianamente, sui social, infarcite di complotti, teorie strampalate e fantasie, negazionismi e terrapiattismi vari". Poi la spiegazione da uomo delle istituzioni democratiche con tanto di articolo della costituzione sciorinato: "Poter pensare che un Sindaco dell'Italia democratica possa “permettere” o “non permettere” una manifestazione in base alla corrispondenza con le sue idee, oltre che contro la legge è, a mio giudizio, un abominio.L'Articolo 21 recita, testualmente: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Ecco. Io credo fortemente, da liberale autentico, nei sacri principi della Costituzione Italiana, nella libertà individuale prima di tutto. Non vorrei mai vivere in un Paese nel quale si potesse manifestare, o meno, a seconda se il Sindaco, il Presidente della Regione o il Presidente del Consiglio siano, o meno, d'accordo".

Ma Ruggiano ribadisce che vanno rispettate le regole e che lui, insieme ai carabinieri vigilerà e sarà inflessibile: "Un conto è dire “...non condivido quello che stai dicendo...”, altro è dire “...se non la pensi come me non hai diritto di dirlo...”. Questo si fa nei regimi dittatoriali, non nelle democrazie mature. Chi vuole manifestare è LIBERO di farlo, nei limiti di comportamento stabiliti dalle norme (nel nostro caso quelle stringenti delle disposizioni anticovid). Chi non è d'accordo è altrettanto libero di manifestare il dissenso. Nessuno, Nessuno può violare le norme o le leggi e la Carta Costituzionale". Una presa di posizione netta e chiara, ma che rischia di essere impopolare ai tempi del Covid, dove tra coprifuoco e documenti secretati, la costituzione sembra essere un farmaco poco di moda. 

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