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Perugia, indagine terrorismo: chieste le condanne per i reclutatori del web che inneggiavano all'Isis e all'odio

L'indagine, partita dal monitoraggio della rete web, è stata svolta dalla Polizia Postale di Perugia. L'accusa è di istigazione a delinquere, con l’aggravante di aver commesso il fatto attraverso l’uso del mezzo informatico con finalità terroristiche

Quattro anni e otto mesi di reclusione. E’ questa la richiesta avanzata dal pm Gemma Miliani nel corso del processo a carico dei tre nordafricani arrestati nel marzo scorso per aver inneggiato alla violenza, all’odio, nel nome della sanguinaria Jihad attraverso un massiccio proselitismo via web.

Gli imputati, a cui viene contestato il reato di istigazione a delinquere, con l’aggravante di aver commesso il fatto attraverso l’uso del mezzo informatico con finalità terroristiche, sono stati ammessi alla formula del rito abbreviato  e sono detenuti al carcere di Capanne. Dalle indagini è emerso che si muovevano tra Milano e Perugia e sono stati arrestati nell’ambito dell’operazione antiterrorismo “Da’wa” nel marzo scorso, grazie al lavoro degli agenti della Polizia postale di Perugia.

Smantellata una cellula terroristica che faceva proselitismo sul web: "Sostegno allo Stato Islamico"

Secondo i risultati dell'inchiesta della Dda, con centinaia di post (contenenti scritti, foto e video) avrebbero manifestato piena condivisione all’ideologia fondamentalista delle frange estreme dell’islamismo, nonché delle azioni armate delle milizie appartenenti allo Stato Islamico e di attentati terroristici di matrice jihadista. Fiancheggiatori e potenziali terroristi che la Polizia ha individuato e fermato smantellando così una pericolosa cellula con ramificazioni in gran parte del Paese.

Smantellata cellula terroristica islamica, la dottrina dei "cattivi maestri" per reclutare lupi solitari e guerriglieri

Inneggiavano alla Guerra Santa e lodavano il "martirio" in nome di Allah Akbar. Ovviamente tutto questo postando la propaganda dello Stato Islamico e le atrocità commesse dai guerriglieri islamici nel mondo. Gli obiettivi della cellula terroristica "nostrana" - con base a Milano ma con un affiliato residente a Perugia e che proprio dal capoluogo è partita l'indagine - erano quelli classici: reclutare nuove leve sia per organizzare atti terroristici sul suolo Italiano ed europeo che da inviare in Siria o Iraq. Due degli affiliati messi in carcere erano soliti muoversi anche in Germania. Proselitismo spinto tramite social anche per dare informazioni, istruzioni e "benedizioni" ad eventuali lupi solitari decisi a immolarsi alla causa dell'estremismo islamico.

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