Venerdì, 14 Maggio 2021
Cronaca

Terremoto Umbria-Marche, viaggio nei "borghi belli" diventati fantasma: salviamo la nostra Lilliput

Acquaro, Preci, Campi: tre luoghi dell'anima, della fede e del buon mangiare che rischiano di scomparire. Il nostro viaggio tra macerie e paure. Serve l'aiuto di tutti per salvaguardare la nostra Lilliput

Ad Acquaro vivono tre persone: un monaco e due anziani. Hanno a disposizione un borgo da presepe costruito sulla parete di una montagna che sovrasta la più grande Preci e l'Abbazia di Sant'Eutizio. Acquaro potrebbe contenere 100-150 persone all'interno dei suoi vecchi palazzi attaccati come sardine nella scatola e delle case con muri in pietra. C'è una piazzetta, ci sono tanti vicoli, c'è tanta salita. Ma ci sono rimaste solo tre persone. E da ieri sera sono stati sfrattati dal terremoto di Umbria-Marche. Persino il monaco, con accento calabrese, che ha scelto di fare l'eremita, ha deciso di allontanarsi per un po' dal paese. I palazzoni sono stati sventrati, molte case internamente sono inagibili, i tetti crollati e in tutti i vicoletti ci sono calcinacci, pietre e tegole rotte.

Alle 15 di oggi non c'era nessuno. Acquaro, già moribondo demograficamente parlando, è ufficialmente morto. Risorgerà? Chissà. Ci vorrebbe prima una ricostruzione, poi un progetto originale e sociale e infine la buona sorte (e la spinta dell'economia turistica). Intanto Acquaro non può neanche contare sulla millenaria presenza dell'Abbazia: qui si è sgretolato il rosone del 1100, le navate della chiesa sono distrutte, resta in piedi ma con diversi cedimenti l'ossatura esterna del santuario che si è andato via via formando dal quinto secolo dopo cristo. 

A pochi chilometri di distanza da Acquaro, c'è l'altro borgo assassinato dal sisma: quello di Campi, leggermente più grande ma sempre arroccato sulla parete di una montagna. Prima del terremoto c'erano diverse famiglie del posto e straniere, una decina di anziani e molte case utilizzate per le vacanze. Campi era veramente un gioiello. Con le sue scalinate ripide ma ben fatte, le sue cassette in pietra con i travi di legno, i suoi portoni antichi e severi, la piazzetta, i vicoli, le finestre con i fiori.

Il tutto a far da cornice alla Chiesa di Sant'Andrea un vero inno all'amore e alla fede, con i suoi affreschi esterni ancora visibili e un piccolo loggiato dove poter discutere e passare un po' di tempo. La Chiesa ha subito fortissimi danni ma è rimasta in piedi, resiste a fatica anche l'altissimo campanile.

Ma le case nella parte bassa hanno ceduto, i vicoli sono transennati, muri sventrati. Anche qui ieri non c'era nessuno. Silenzio, polvere e paura. Nella parte alta sono solitari anche diversi cantieri avviati per restaurare alcune belle abitazioni storiche. Non hanno subito danni. Segno che è possibile sfidare il sisma con le nuove tecniche. Fa male però vedere a valle quello che resta della chiesa di San Salvatore: la facciata è venuta giù, i due rosoni sono andati in mille pezzi, il tetto si è schiantato al suolo, resta in piedi per miracolo solo il campanile. Risorgerà questo luogo amato dai turisti e dai fedeli? Torneranno i fiori sulle finestre di Campi? 

Il borgo d'oro di Preci, 800 abitanti con le frazioni, è ferito gravemente ma resiste. L'80 per cento delle abitazioni sono lesionate, inagibili o parzialmente inagibili. Alcuni vicoli sono transennati, molti tetti malmessi ma soltanto un palazzo ha subito il crollo di una parete. Esternamente è ancora bello, è ancora un gioiello. Ma dentro, nel cuore, bisognerà operare e molto. L'unico bar del centro è aperto e sforna paste e cappuccini, ma persino il municipio e i piccoli musei della tradizione norcina sono inagibili.

Qui si vive di turismo, di buon mangiare, di natura. La cattiva fama del sisma fa paura perchè allontana turisti e cancella gli stipendi con i quali si vive in questo piccolo borgo della Valnerina umbra. Bisognerà ricostruire in fretta per far tornare, magari anche con una campagna pubblicitaria mirata, per far tornare a riempire i ristoranti, i negozi di prodotti tipici, musei e B&B. Ce la faranno a resistere in attesa del ritorno della buona sorte? Eviteranno di andare a cercare lavoro e fortuna altrove? Speriamo. Ma hanno bisogno di un aiuto vero. Hanno bisogno di noi, della Regione e del Governo. 

La verità è che l'Umbria in primis e tutta l'Italia in seconda battuta hanno bisogno di Acquaro, Preci, Campi e altri piccoli borghi della Valnerina. Perchè la nostra Lilluput è unica al mondo, fa sognare, sa cucinare come pochi, sa raccontare la natura del Parco dei Sibillini, sa accogliere. Non possiamo lasciarla morire. Sarebbe un crimine verso l'umanità. 

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