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Terremoto, scuole a Perugia: classi trasferite e “parziale inagibilità su una trentina di strutture”

Già da lunedì prossimo nove delle venti classi dell’Istituto magistrale Pieralli (sede di Via del Parione) a Perugia potranno approdare nella rinnovata sede di Via Annibale Vecchi in zona Elce

Già da lunedì prossimo nove delle venti classi dell’Istituto magistrale Pieralli (sede di Via del Parione) a Perugia potranno approdare nella rinnovata sede di Via Annibale Vecchi in zona Elce. Mentre le restanti undici classi da martedì scorso hanno ripreso le attività didattiche nell’edificio scolastico del Pascal, dove rimarranno presumibilmente fino a Natale. Ma si conta, per la ripresa delle attività dopo la pausa natalizia, di ricompattare l’intero Istituto ad Elce.
Lo rende noto l’Area Edilizia della Provincia di Perugia che ha già avviato i lavori di rifunzionalizzazione della struttura di Via Annibale Vecchi, chiusa da circa due anni, al fine appunto di consentire alle classi del Pieralli di tornare a riunirsi presso uno stesso edificio, dopo le lesioni provocate in Via del Parione dagli ultimi eventi sismici. Sempre per quanto riguarda Perugia, buone notizie anche per il Liceo Classico Mariotti di Via degli Sciri, dove si sta lavorando per la messa in sicurezza di una gronda pericolante e dove si conta di ripristinare nel giro di pochi giorni una condizione di normalità.

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“Stiamo lavorando – fanno sapere dall’Area edilizia dell’Ente - per cercare di trovare le soluzioni più efficaci e più congrue al fine di garantire a tutta popolazione scolastica il massimo della sicurezza possibile, con i mezzi e le risorse a nostra disposizione”. “I nostri uffici – commenta il vicepresidente della Provincia – hanno gestito le fasi critiche post sisma del 24 agosto e dopo i più recenti eventi con velocità e professionalità. Dobbiamo constatare che nelle nostre strutture, seppur in molti casi datate, i danni sono stati contenuti, persino nelle zone comprese nel cratere”. Anche per i responsabili dell’Area edilizia, a fronte di eventi sismici di particolare gravità, gli edifici provinciali hanno reagito bene, tanto che si può parlare esclusivamente di “parziali inagibilità” che interessano una trentina di edifici, circa il 30 per cento di quelli di competenza. Secondo una stima di larga massima al momento i danni ammonterebbero complessivamente ad un milione e 200.000 euro, dai 20 ai 40.000 euro per ciascun edificio interessato. 

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