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Terremoto, la terra trema senza sosta: sfollati in fila e incognite sul futuro

Nostro viaggio nelle zone terremotate di Umbria e Marche. Sciame sismico rallenta interventi

Le scosse si susseguono in serie e tutte sono avvertite. Provocano pianto, paura, fuga dai pochi locali aperti ed uffici. Il terzo giorno dopo riparte con i boati, la terra che trema e altri piccoli crolli che peggiorano lo stato clinico delle abitazioni, palazzi, musei e monumenti in gran parte della Valnerina. 

Le scosse creano disagi soprattutto sul fronte delle centinaia di richieste da parte dei cittadini che vogliono rientrare in casa per riprendere oggetti, vestiti, denari lasciati nelle abitazioni dopo le forti scosse di mercoledì scorso. Difficoltà anche nel portare avanti i controlli per la verifica di agibilità degli immobili. Tanti i cittadini che si stanno rivolgendo ai sindaci nella mattinata di oggi.

Si deve fare chiarezza sul futuro degli sfollati. La maggior parte ha dormito in auto vicino alle proprie abitazioni, altri nei centri accoglienza, pochissimi nelle tende superstiti dal sisma di Amatrice. 

Nella notte le temperature hanno toccato i 5 gradi e si va verso l'inverno; impossibile pensare alle tende. Nelle Marche. circa 4500 sfollati, si è deciso per un  traferimento in alberghi sulla costa. Per gli umbri autonoma sistemazione negli alloggi rimasti agibili o alberghi della provincia di Perugia. 

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