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Terremoto, il piccolo Marco e il pianoforte salvato dalle macerie: "E' la mia cosa più cara"

Il giovane talento della musica ora ha anche il piano donato da Gino Paoli. È ospitato, col babbo e la mamma, in un albergo di Perugia. Ora frequenta la prima media alla scuola “Giovanni Cena” in città

“Rivoglio il mio pianoforte! È sotto le macerie, me lo dovete liberare! Vedo che si salvano tante bestioline, cani, gatti. Il piano è per me la mia cosa più cara”. Queste le parole di un bambino di undici anni,  Marco Silvestri, la cui famiglia è stata costretta ad allontanarsi dalla casa di Norcia, dichiarata inagibile. È ospitato, col babbo e la mamma, in un albergo di Perugia. Ora frequenta la prima media alla scuola “Giovanni Cena” in città.

La sua preghiera non è rimasta inascoltata, tanto che Erreti Musica, scortata dai caschi rossi, è andata sul posto con la propria attrezzatura e ha portato nelle sue sale didattiche quel pianoforte, coperto dai calcinacci, ma illeso. Questa storia è stata scoperta da un giornalista de La Presse che ha coinvolto colleghi di tutto il mondo. La Rai l’ha mandata in “Chi l’ha Visto”, nel Tg1 e Tg3. Poi Sky24 e tanti siti web.

Ma, bruciata la notizia, nessuno oggi più si preoccupa di come Marco passi le sue giornate, quale sia il suo rapporto con la musica, come si trovi a Perugia, cosa pensi, cosa speri. Ora Marco vive e va a scuola nella città del Grifo. Doveva sostenere l’esame di ammissione in conservatorio, ma la tragedia del terremoto gliel’ha impedito. “Ci provo quest’anno”, dice tranquillo.

La sua insegnante ternana, la signora Ligobbi, lo ha ben impostato, ma la maestra non può venire a Perugia per onorare il suo incarico. Qui lo segue la signora Blasi, dentro Erreti, a titolo gratuito. “Marco viene in negozio tutti i giorni” dice Antonino Ticchioni, contitolare del più noto emporio musicale della Vetusta. Assicura il padre Benedetto (e come poteva chiamarsi?): “Prima di tutto, Marco fa i compiti, poi viene a studiare qui, accompagnato da me o dalla mamma”.

La madre è di nazionalità rumena e anche la più importante tv di quel Paese è venuta per seguire la storia. Dopo la perdita del pianoforte, Marco ha chiesto aiuto e la Siae di Roma gli ha offerto lo strumento che veniva usato da Gino Paoli quando, in veste di presidente, scendeva a Roma. Al cantante ligure hanno chiesto se era d’accordo di farne dono a Marco e il musicista ha risposto di sì. La consegna l’ha effettuata Danilo Rea, con commozione. Così, ora, il bambino di pianoforti ne ha due, ma li tiene a negozio. Come potrebbero trovare posto in una camera d’albergo?

Tempo fa, a Terni, è stato tenuto un concerto da tutti i bambini musicisti sparsi nel territorio. Marco era tra loro. E ha suonato bene, perché studia e si esercita con continuità. “Guardi – dice Ticchioni, anche lui musicista – va a memoria, è un talento naturale!”. A Perugia, Marco si trova bene, sia a scuola, sia per lo studio del piano. È un ragazzino vivace e ottimista. Ha scoperto che il popolo italiano, quando è chiamato in causa, riesce a dare il meglio di sé. Malgrado tutto. Dalla tragedia del terremoto, Marco ha imparato a guardare il mondo con gli occhi della speranza. E vi pare poco?

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