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Terremoto a Norcia, intervista al sismologo dell’Ingv: "L'Appennino si sta allargando"

Intervista al sismologo dell'Ingv a seguito del terremoto del 30 ottobre che ha sconvolto l'Umbria e le Marche, di magnitudo 6.5

Un terremoto fortissimo, quello che alle 7.40 di questa mattina, ha colpito nuovamente il Centro Italia, mettendo in ginocchio tantissime realtà locali. Ne abbiamo parlato con il sismologo dell'Ingv Andrea Tertulliani.

Qual è la faglia responsabile di questo terremoto?

“La faglia responsabile ancora non possiamo dire con certezza qual è, possiamo dire però che il sistema di faglie che ha  coinvolto tutta l’area, a partire dal terremoto del 24 agosto di Amatrice, è complice in tutta questa vicenda. Nel senso che il volume di crosta, molto grande, che si è perturbato a cominciare dal 24 agosto, ha continuato a rompersi, in fasi successive, anche lungo faglie più a nord. Come la faglia del Monte Vettore in un primo momento, e quella a nord del Monte Bove in un secondo. E’ difficile dire quale faglia sia responsabile di un terremoto,noi preferiamo considerare l’insieme come un sistema complesso".

I dati satellitari hanno già evidenziato nei primi due terremoti, abbassamenti e deformazioni di alcune aree, mi riferisco ad esempio, a quella di Castelluccio. La piana di Norcia potrebbe subire deformazioni analoghe?

"L’abbassamento percepito dai satelliti, è quello legato alle faglie distensive, il cui meccanismo è collegato all’allontanamento tra Adriatico e Tirreno. In parole povere  l’Appennino si sta allargando e questo può provocare, in seguito a forti terremoti, abbassamenti di alcuni settori di crosta".

Il terremoto del 30 ottobre è stato molto elevato, come inquadrate l'evoluzione nelle prossime ore?

"Non è facilmente prevedibile, si può disegnare un quadro simile a quello che è sempre successo in questi casi, anche se questo di magnitudo 6.5 è molto forte nel panorama italiano. Non si può escludere  una sequenza di scosse abbastanza importanti per potrebbero protrarsi per diverse settimane, anche intorno a magnitudo  5". 

Si sono aperte delle fratture cosismiche in vari punti dei Monti Sibillini, verranno inviate squadre? E sul fronte della stabilità dei versanti, cosa ci può dire?

"Queste fratture sono sicuramente  sintomo che i versanti sono già minati, nel senso che tutta la zona è molto acclive, in montagna, con frane e scivolamenti gravitativi che ci sono già in atto, a prescindere dal terremoto. Da domani arriveranno squadre sul posto per rilievi puntuali e si cercherà di trarre conclusioni per capire se sono profonde o superficiali, e per avere un quadro generale del dissesto geologico dell’area dovuto al terremoto".

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