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Terremoto, crepe visibili: Palazzo della Provincia di Perugia sorvegliato speciale

Le fessure vengono così  monitorate, in modo da rilevare eventuali variazioni della loro entità nel versante del palazzo prospiciente il Brufani e la Banca d’Italia

Già da qualche tempo marcava visita uno dei più begli edifici storici di Perugia. E, dopo gli ultimi eventi sismici, è più che mai necessario che i tecnici accorrano al suo capezzale per verificarne la tenuta. Parliamo del Palazzo della Provincia, già attenzionato qualche mese fa. Alessandro Arienti, ingegnere capo del Comune di Perugia, aveva progettato questo capolavoro: il palazzo della provincia e della prefettura, cresciuto sui ruderi della demolita Rocca Paolina, che aveva a sua volta inglobato le case dei Baglioni, chiese e monasteri. Il Sangallo costruì secondo le direttive di papa Paolo III, che voleva dare una lezione ai riottosi perugini (ad coercendam Perusinorum audaciam).

E l’Arienti, a distanza di oltre tre secoli, mise nel suo progetto tutto il genio creativo e l’amore per la patria da poco unificata. Ma, sebbene integro nelle strutture e nelle decorazioni (Domenico Bruschi, Mariano Piervittori, Matteo Tassi…), c’è una parte del palazzo che viene puntualmente attenzionata. Tanto che, già tempo fa, sono stati posizionati numerosi vetrini-spia, per seguire l’evoluzione di alcune fratture evidenziate nelle volte che scandiscono i portici.

Le fessure vengono così  monitorate, in modo da rilevare eventuali variazioni della loro entità nel versante del palazzo prospiciente il Brufani e la Banca d’Italia, mentre sugli altri tre lati non ci sono segni d’allarme. Pare che le piccole crepe possano essere legate alle infiltrazioni sulle fondamenta, poggiate sull’antico, e che risentono dello sgocciolamento di acque meteoriche o sotterranee. Nulla di preoccupante, ma solo doverosa attenzione nei confronti di un edificio sul quale (pensiamo alla sua occupazione al tempo della Marcia su Roma) si è fatta la storia locale e nazionale. Peraltro – quando il caso ci mette lo zampino! – in aderenza a dette fessurazioni si trova la lapide intestata a perenne ricordo dell’ingegner Sisto Mastrodicasa, padre del consolidamento degli edifici! Ora, dopo la botta di ieri, pare proprio il caso di puntare i riflettori e usare la lente d’ingrandimento per monitorare questa preziosa struttura.

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