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Terremoto, artisti in campo per lenire le ferite del sisma: i container diventano opere

Il progetto si chiama “Costruiamo una nuvola”, in collaborazione con la cooperativa Incontro B, con l’associazione di famiglie “Tutti i colori del mondo” e col Comune di Norcia

Perché in un luogo bello si può vivere meglio. O avvertire meno profonde e dolorose le ferite inferte dal terremoto. Questo lo spirito con cui due noti pittori – Ferruccio Ramadori e Stefano Borgia del Casale – si sono messi al lavoro nell’ex stadio di Norcia, dove è stato piazzato un numero consistente di containers.

Facendo cosa? Dipingendo i containers con cromatismi vivaci e gioiosi. Ogni opera è stata realizzata a quattro mani. Una volta tanto, tra due artisti si è concretizzata  una bella esperienza di collaborazione, sfidando le gelosie e combinando gli stili, con il piacere condiviso di fare gratuitamente del bene.

Il merito dell’operazione va al segretario responsabile dell'Umbria di CittadinanzAttiva,  architetto Danilo Bellavita, il quale ha organizzato la performance, nella convinzione che ne sarebbe uscito un esito interessante. Come è realmente avvenuto. Lo spazio allestito è dedicato ai servizi socio-educativi riservati a giovani con disabilità.

Il progetto si chiama “Costruiamo una nuvola”, in collaborazione con la cooperativa Incontro B, con l’associazione di famiglie “Tutti i colori del mondo” e col Comune di Norcia. Le opere infrastrutturali (basamenti di fondazioni e allacci alle reti) sono state realizzate dal gruppo Task Force One, guidato dal capitano Carillo. Quasi superfluo aggiungere che gli artisti sono intervenuti a titolo gratuito.

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