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Il terremoto gli ha tolto tutto, ma il cuore di Perugia è grande e Luigino riavrà il suo Ape

Il cuore di Perugia è grande e Luigino riavrà il suo Apetto. Il terremoto ha seppellito il motofurgone con cui l’uomo si recava, il sabato e la domenica, nella piazza di Norcia a vendere i prodotti della terra

Il cuore di Perugia è grande e Luigino riavrà il suo Apetto. Il terremoto ha seppellito il motofurgone con cui l’uomo si recava, il sabato e la domenica, nella piazza di Norcia a vendere i prodotti della terra. “Principalmente lenticchie e cereali”, dice. Ma il mezzo gli serviva anche per raggiungere la sua terra, in quel di Castelluccio, e lavorarla.

Ora, insieme alla casa, il mondo intero gli è caduto addosso: quest’uomo solo si trova senza risorse, senza via d’uscita. A chi chiedere aiuto? Roma è lontana, gli uffici distanti, lui non riesce a cavarsela. E così gli amici perugini, coordinati da Cesare Barbanera (con la Società di Mutuo Soccorso), si sono dati da fare insieme agli amici di Pretola. L’intento: realizzare iniziative di autofinanziamento per raccogliere i fondi necessari all’acquisto di un nuovo mezzo.

La proiezione, al Cinema comunale S. Angelo, di un documentario su Perugia (il secondo, realizzato da Marcello Catanelli e Guglielmo Benemio) è stata l’occasione di una prima questua. Fruttuosa. Subito dopo, un centinaio di persone si sono recati alla Sala Miliocchi, in corso Garibaldi, per gustare una cena preparata da Primo Tenca, presidente della Società di Mutuo Soccorso. Raccolti (“puliti”, dice Tenca, ossia “detratte le spese”) 1400 euro da destinare allo scopo.

A metà marzo è previsto un momento conviviale in quel di Pretola con oltre 250 prenotazioni: in quell’occasione, di certo, si raggiungerà la somma necessaria per l’acquisto dell’Ape per Luigino. In Sala Miliocchi, Luigino ha raccontato che a Castelluccio non si può ancora andare e che, se entro maggio non riuscirà a seminare, addio fioritura e prodotti da vendere. Ma Perugia – smentendo la fama sparagnina, del tutto immeritata – si è fatta avanti. Dimostrando che nella Vetusta, tra i conci di duro travertino, albergano cuori teneri, carichi di solidale umanità.

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