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Terremoto, la denuncia: "Dopo quattro mesi ancora emergenza totale in Umbria"

“Sono passati ormai quattro mesi dal sisma di ottobre e la situazione nei territori della Valnerina è ancora di emergenza totale”. Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia, affida ad una nota ufficiale le sue considerazioni e proposte rispetto alla situazione nei territori terremotati dell’Umbria e a quella che è stata la gestione dell’evento sisma fino ad oggi. “Sia a Norcia che a Preci, così come in tante altre frazioni di quell’area - afferma Ciavaglia - la situazione resta ancora decisamente problematica, ancor più dopo le copiose nevicate degli ultimi giorni, e gli interventi messi in atto fino ad ora, pur comprendendo le forti difficoltà che esistono, non sono soddisfacenti”.

Per il segretario della Cgil di Perugia "siamo di fronte ad una ricostruzione che sembra ben lontana dall’iniziare e la situazione che abbiamo riscontrato andando direttamente nei territori è di cittadini che in molti casi si sono affidati all’iniziativa autonoma. Questa situazione è pressoché la stessa che si riscontra nelle regioni limitrofe, Marche, Lazio e Abruzzo”.  A livello generale, la Cgil provinciale ritiene che la situazione sia "ancora, purtroppo, di emergenza" e gli stessi interventi della Protezione Civile, dell’Esercito e delle altre Forze dell’Ordine "ancora totalmente incentrati su questa fase, che invece, dopo quattro mesi, avrebbe dovuto essere superata". Altro aspetto preoccupante, secondo il sindacato, è quello dello spopolamento, fenomeno testimoniato anche dai dati sulla frequenza scolastica che si sono fortemente ridotti. "Anche per questo - insiste Ciavaglia - dobbiamo fare uno sforzo decisivo verso l’uscita da questa fase di precarietà, portando un messaggio concreto di normalizzazione. Tutto ciò deve avere un unico obiettivo: quello di far partire al più presto il percorso della ricostruzione, dando prospettive e certezze".

Anche sul versante del lavoro, il segretario Cgil parla di “situazione in alto mare", sottolineando che questa "è e sarà la centralità del problema". "Se imprenditori sono disponibili a ricostruire muri - osserva Ciavaglia - facciano anche lo sforzo di ricostruire lavoro. Nel frattempo, è fondamentale che gli ammortizzatori sociali siano resi disponibili per tutti quei lavoratori che ne hanno bisogno".

Parallelamente, permangono ad oggi le incertezze sulla misura della ‘busta pesante’, per problemi di interpretazione della normativa che la Cgil Umbria ha sottolineato da tempo. “È evidente che questo strumento di sollievo per le popolazioni terremotate deve essere concesso a tutti - osserva il segretario della Camera del Lavoro - a prescindere dal domicilio fiscale del sostituto d’imposta. Per questo come Cgil abbiamo chiesto un intervento correttivo della legge 229 del 15 dicembre 2016, che presenta, proprio sotto questo aspetto, evidenti vizi di incostituzionalità".

In conclusione, secondo Ciavaglia "è evidente che c’è un problema di governance dell’emergenza. Chiediamo urgentemente un tavolo territoriale - conclude il segretario Cgil - non è più possibile che la gestione resti nelle mani delle sole istituzioni centrali, deve essere la Regione a poter controllare modalità e fasi di intervento, coinvolgendo pienamente le forze sociali del territorio. La via di uscita deve essere necessariamente quella di ridare potere decisionali a livello locale".

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