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Terremoto, si ferma il lavoro, ma non la speranza: "Torneremo a far rivivere Castelluccio dalle macerie"

Il coraggio di chi non si arrende e lotta per tornare a vivere tra quelle montagne: "quel borgo ha bisogno di essere ripopolato dalla gente"

E' più che una semplice speranza, è un desiderio da realizzare. E sì perchè tra quelle macerie che hanno inghiottito lo splendido borgo di Castelluccio, rimane ancora la voglia di lottare e di tornare a vivere tra la quiete, le montagne e gli animali. E se quel mostro del 30 ottobre ha lasciato dietro di sè una scia di distruzione, non ha di certo tolto a suoi abitanti la tenacia di continuare a lottare.

"Vogliamo tornare prima o poi a vivere a Castelluccio, e se le istituzioni non ci aiuteranno con le casette di legno, faremo tutto da noi". Sono queste le parole di Diego Pignatelli, cresciuto qui tra l'aria di montagna e le sue pecore, la sua dedizione alla terra, il legame con la storia del suo borgo. Presidente della pro loco di Castelluccio, dal terremoto del 30 ottobre è ospite da alcuni familiari a Perugia; l'ultimo superstite, se ne è andato il 20 dicembre con la transumanza dei suoi cavalli, ed ora non rimane che macerie e silenzio. "E' da quelle stesse macerie che vogliamo ripartire. Abbiamo ricevuto una grandissima solidarietà da parte di tutti, italiani, stranieri, concittadini, anche questo ci dà la forza per non mollare, per continuare a credere che un giorno il nostro paese tornerà a rivivere. L'azienda di famiglia che produce formaggi è purtroppo ferma perchè resa inagibile dal sisma, ma grazie alla gente siamo riusciti a vendere le ultime scorte in magazzino. Insieme ad altri residenti abbiamo anche fondato la Onlus "Per la vita di Castelluccio" per raccogliere fondi e ricostruire, dato che per ora ci hanno detto che qui le casette di legno non le porteranno". 

Dalle ferite del terremoto una nuova fioritura: ecco il progetto per far risorgere Castelluccio

Intanto sono arrivati aiuti per sostenere la Onlus di Castelluccio: "Hanno organizzato per noi cene di beneficenza, adirittura una scuola di volo della Germania ha organizzato una gara e i soldi raccolti li ha devoluti a noi. Grandi gesti che danno speranza".  

"E' inutile fare un villaggio,per far risorgere l'economia come ha proposto la Perugina e la Regione, se non ci fanno tornare ad abitare questo luogo. Intanto a primavera risalirò con il bestiame a Castelluccio e con l'aiuto di alcuni amici, mi organizzerò con un caseificio mobile in modo da poter continuare a lavorare". "Per ora stiamo aspettando un appuntamento con la Regione Umbria per presentare la Onlus, una organizzazione nata con lo scopo di dar voce a tutti noi residenti. Vogliamo sapere quando riaprirà la strada per Castelluccio  e soprattutto, dove andremo a dormire. Noi non vogliamo lasciare il nostro borgo".

"Cosa mi manca? La neve sulle montagne, in questa stagione significava poter andare a sciare. La pace, come se il tempo si fosse fermato. I colori di questi paesaggi. Una sensazione che non si può descrivere". 

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