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Castelluccio, abitanti intrappolati tra crolli e gelo: "Ci sentiamo abbandonati"

La furia del terremoto ha distrutto anche questo borgo: l'appello di chi è rimasto, isolato da strade impraticabili, temperature sotto lo zero e incognite per il futuro

Castelluccio, splendida cartolina che ha reso la Valnerina famosa nel mondo, oggi non c'è più. Il potente terremoto del 30 ottobre, ha "sbranato" questo storico borgo a 1.450 metri di altitudine e di lui non restano che macerie e disperazione di chi è ancora lì. Bloccati a cause delle strade impraticabili, senza luce nè acqua potabile, sistemati in alloggi di fortuna per trovare riparo dalle gelide temperature che questa notte sono scese sotto lo zero.
"Dormiano nei camper e in un container che era stato lasciato qui dallo scorso terremoto, ma ci sentiamo abbandonati"- sono queste le parole del presidente della proloco Diego Pignatelli raggiunto telefonicamente dalla nostra redazione. "Non è ancora venuto nessuno, solo il Soccorso Alpino per portarci acqua in bottiglia e viveri e i vigili del fuoco, ma ancora il paese non è stato transennato, quindi è pericolante. Le istituzioni? Ancora nessuno è arrivato, qui, sono atterrati solo giornalisti per fare servizi". 

Sono rimasti in tredici, isolati da domenica, che si arrangiano come possono per supplire a questa tragedia. Tragedia per l'Umbria, per l'economia, per la gente che ha perso tutto. "Dopo il terremoto del 24 agosto, qualcosa era ripartito. Con tanta fatica un paio di agriturismi avevano riaperto, ma ora è tutto, completamente inagibile o distrutto".

"Sono venuti con l'elicottero per venirci a prendere, ma noi non possiamo ancora andarcene. Abbiamo il bestiame, cavalli, centinaia di pecore, mucche, insomma il nostro lavoro di una vita e la nostra fonte di sostentamento. Come facciamo ad andarcene in un albergo al Trasimeno? Il nostro futuro? Intanto - prosegue - dobbiamo cercare di sistemare gli animali, qui potrebbe nevicare da un momento all'altro. Poi ce ne andremo, certo". 

Sono interrogativi lancinanti, per chi è costretto a subire, ancora il dramma del terremoto. Anche Augusto Cocci, residente a Castelluccio e proprietario di un'azienda, ci spiega: "Qui la situazione è catastrofica, bisogna trovare sistemazione per il bestiame. Il paese non esiste più quindi non c'è acqua, non ci sono case, le strade sono crollate e cadono massi. Ci sono stalle di una coperativa e se sono agibili vorrei portare lì le mie mucche e le pecore. Bisogna andare via, qui non ci sono alternative, ma bisogna trovare stalle per gli animali".

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