Terremoti, il sismologo Padre Martino in Cina: "Fratture di faglie conseguenti a trivellazioni e nucleare"

L'Inviato Cittadino incontra il titolare dell’osservatorio sismologico “Andrea Bina”, oltre che priore del monastero di San Pietro

Quegli esperimenti nucleari possono generare terremoti di vasta entità… padre Martino Siciliani dixit. “Ne ho parlato in un convegno internazionale in Cina – esordisce il titolare dell’osservatorio sismologico “Andrea Bina”, oltre che priore del monastero di San Pietro – e molti (scienziati e politici) ne sono rimasti impressionati”. Aggiunge, in un colloquio scaturito da un incontro casuale in corso Vannucci: “È una constatazione perfino banale, ma sembra aver stupito e preoccupato molti convegnisti. Specie i cinesi. Ma le fratture di faglie conseguenti a questi esperimenti sono visibili”. “I cinesi non si sono limitati a sgranare gli occhi, ma hanno chiesto se quelle affermazioni potessero essere pubblicate”.

“Nulla quaestio”, recita il brocardo della tradizione medievale. “Naturalmente ho detto di sì”, aggiunge padre Martino, per cui le evidenze scientifiche sono “vangelo”. Ha anche aggiunto – ma questo non lo possiamo scrivere in modo perspicuo – che certi personaggi (coi capelli malamente tagliati), vicino a casa degli uomini con gli occhi a mandorla, amano esercitarsi in questo “sport” di far esplodere bombe e bombette nucleari, certamente non giovevoli alla stabilità del territorio.

Oltre a cambiare barbiere, qualcuno dovrebbe mutare scelte politiche e adottare comportamenti meno bellicosi (ma questo lo diciamo in tanti). In aggiunta alle esplosioni, c’è dell’altro che possa generare quegli scuotimenti della terra e del mare che gli antichi attribuivano a Poseidone/Nettuno? Il riferimento – che ci tocca più da vicino – è alle prospezioni e alle estrazioni di gas e petrolio dal sottosuolo. Anche in Adriatico. “Certamente – risponde fra’ Martino – anche quelle possono generare sismi, sebbene di minore entità e limitate alle zone adiacenti all’estrazione”.

Ma c’è dell’altro? “Certo che sì. Non si pensa, ad esempio, ai problemi generati dalla creazione di dighe di notevoli dimensioni. Anche quelle producono uno squilibrio delle forze, in grado di originare crolli e movimenti tellurici”. Salutiamo Martino Siciliani il quale, oltre che fare affidamento sulle sue conoscenze scientifiche, coltiva l’àncora di salvezza della fede. Che non è mai cosa inutile. Sempre che gli uomini non s’impegnino a fare del loro peggio. Come, purtroppo, spesso accade.

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