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Sequestrato in casa dopo una notte di sesso a tre con due trans, ma anche il cliente finisce alla sbarra

I due trans sono finiti a processo con l'accusa di tentata estorsione. Il cliente dovrà invece rispondere di minacce e resistenza a pubblico ufficiale

Una notte piccante finita con una denuncia. E' quanto accaduto a due transessuali  finiti alla sbarra con l'accusa di tentata estorsione nei confronti di un cliente con cui avevano trascorso una notte bollente. I tre avrebbero concordato fin da subito il pagamento per la prestazione sessuale, ma una volta finita "l'avventura", avrebbero chiuso il cliente a chiave all'interno della loro abitazione dicendogli che se voleva uscire, avrebbe dovuto pagare più soldi rispetto alla somma stabilita per la prestazione. 

I fatti contestati, risalenti al 2011, sono finiti davanti al giudice con tanto di richiesta di rinvio a giudizio a carico degli imputati e del cliente, anche lui finito alla sbarra con l'accusa di minacce e resistenza a pubblico ufficiale. Quella notte infatti, la polizia  piombò all'interno dell'appartamento in seguito alla lite sfociata fra i tre. L'uomo, alla vista degli agenti, avrebbe iniziato a dare in escandescenza spintonando  un poliziotto, facendolo urtare contro lo stipide della porta e procurandogli lesioni con una prognosi di cinque giorni.

Denunciato per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni, avrebbe inoltre minacciato e ingiuriato una delle trans con frasi del tipo: "Ti faccio togliere i documenti così ti cacciano dall'Italia". Per tutti e tre gli imputati pende il decreto di rinvio a giudizio; la prossima udienza, dopo il rinvio di questa mattina, è stata fissata per ottobre. Gli avvocati difensori sono Pietro Gigliotti e Riccardo Marri. 

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