Tenta due rapine in pochi minuti, ma i rapinati non le credono e la cacciano dal negozio. Poi scattano le manette

La donna, delinquente professionale, è detenuta in una comunità terapeutica. Agli agenti che l'arrestava ha detto di "aver sentito la necessità di fare una rapina"

Tenta due rapine in pochi minuti, ma entrambe vanno a vuoto perché i proprietari del negozio e del supermercato non le credono e la caccia via.

Il primo tentativo in una tabaccheria dove la donna, di 43 anni, è entrata “con il volto parzialmente travisato dal bavero dell’indumento indossato” si porta dietro il bancone e “con minaccia consistita nell’affermare che si trattava di una rapina e che era armata” cercava di impossessarsi del denaro in cassa. Non vi riusciva perché il titolare e la moglie “la bloccavano e la conducevano fuori dall’esercizio”. Questo accadeva alle 11.15 dell’8 maggio scorso.

Non avendo potuto portare a termine la rapina, la donna attraversava la strada e si dirigeva al supermercato di fronte. E anche qui, nascondendo il volto con il bavero della giacca e “portandosi nei pressi di una delle casse urlando con fare minaccio ‘questa è una rapina … questa è una rapina … fermi’ ...”, cercava di farsi consegnare il contante.

La responsabile del supermercato le diceva che non le avrebbe dato nulla e che avrebbe chiamato le forze dell’ordine. Al che la rapinatrice le urlava contro che “l’avrebbe ribeccata fuori” e che “avrebbero fatto i conti”, nel mentre cercava di arraffare i 30 euro nella cassa aperta.

Anche questo secondo tentativo andava a vuoto perché interveniva un addetto del supermercato e con l’aiuto della responsabile “la placcavano e la conducevano in zona meno affollata del punto vendita”. Mentre aspettavano la polizia, però, la donna colpiva con un calcio la responsabile del negozio e tentava la fuga, senza riuscirci. Erano le 11.30 dell'8 maggio.

Agli agenti intervenuti e che la stavano arrestato la rapinatrice diceva che non era colpa sua, ma che aveva sentito “potente il desiderio e la necessità di fare una rapina”.

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La donna, dichiarata delinquente professionale, è difesa dall’avvocato Alberto Catalano ed è detenuta ai domiciliari in una struttura terapeutica, in attesa di giudizio che verrà celebrato a settembre.

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