Tenta di uccidere la moglie a coltellate e schiacciandola, condannato a 7 anni e 8 mesi

L'intervento di figlio maggiore aveva salvato la donna, poi l'arrivo della polizia e l'arresto. Dopo sette anni di violenze la donna aveva chiesto il divorzio, ma lui non voleva

Il tentato omicidio della moglie e i maltrattamenti nei confronti della donna e dei due figli valgono una condanna a sette anni e otto mesi di reclusione e al pagamento di una provvisionale, come risarcimento, di 25mila euro. È la condanna comminata ad un 46enne rumeno, difeso dagli avvocati Michele Morena, Beatrice Marini e Roberto Fiorucci, dal collegio del Tribunale penale di Perugia dopo che l’uomo era stato arrestato nel novembre del 2018 per aver aggredito la consorte.

Nel pomeriggio di domenica 11 novembre è giunta una segnalazione al 113 da parte di un minore che chiedeva aiuto perché il padre aveva aggredito la madre. I poliziotti della Volante, immediatamente portatisi a Ferro di Cavallo, zona da cui era pervenuta la richiesta di aiuto, hanno trovato, all’interno dell’abitazione, un uomo in evidente stato di ebbrezza alcolica, successivamente identificato per un 46enne romeno.

L'11 novembre del 2018 una pattuglia della Volante della Questura di Perugia era intervenuta alla periferia della città perché un uomo aveva tentato di accoltellare la moglie alla presenza dei due figli minori. Era stato proprio il figlio più grande a correre in soccorso della madre e, grazie anche alla donna, a disarmare l’uomo. L’aggressione era, comunque, proseguita con il marito che aveva gettato sul letto la moglie e poi l’aveva immobilizzata schiacciandola con il suo corpo. La donna, una 38enne rumena, aveva dovuto far ricorso ai medici del Santa Maria della Misericordia, riportando la frattura di una costola ed una ferita da taglio alla mano sinistra.

Dopo aver bloccato il marito violento, gli agenti avevano raccolto il racconto della donna, vittima da 7 anni di vessazioni e violenze. L’abuso di alcol, inoltre, avevano alimentato le ossessioni dell’uomo e la sua gelosia nei confronti della consorte, più giovane.

Quella domenica la donna, non sopportando più la situazione e le violenze quotidiane, aveva detto al marito di volere il divorzio. Così il marito aveva preso il coltello, secondo il racconto fatto agli agenti, e l’aveva minacciata di morte, colpendola alla mano.

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Per quei comportamenti l’uomo era stato arrestato e processato per direttissima. Oggi la sentenza di condanna che ha comportato anche la revoca della potestà genitoriale, con l'unica concessione delel attenuanti generiche per il reato di maltrattamenti in famiglia.

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