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Gasolio e "diavolina" per incendiare l'auto della ex, condannato perugino 34enne

Con la formula del rito abbreviato è stato condannato a otto mesi (pena sospesa) per atti persecutori. Annullata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla sua ex fidanzata

Otto mesi di reclusione (pena sospesa) con la formula del rito abbreviato. E’ quanto stabilito dal giudice Pazzaglia nei confronti di un perugino di 34 anni, accusato di atti persecutori in danno alla sua ex compagna. I fatti sono accaduti lo scorso ottobre: è' stato fermato dai poliziotti prima di compiere un gesto scellerato, quello di incendiare l'auto della ex fidanzata.

Sono stati gli agenti delle Volanti, intervenuti sul posto a seguito della segnalazione della ragazza che lo aveva visto nei pressi della sua abitazione, a ritrovare nell’auto del 34enne una bottiglia contenente gasolio e una scatola ancora sigillata di “diavolina”. Oltre a due strofinacci da cucina.

Ma dinanzi agli agenti avrebbe ceduto e preso coscienza su ciò che avrebbe compiuto, ammettendo così le proprie responsabilità. Qualche giorno prima del fatto, ci sarebbe stato un altro episodio inquietante: l'auto della madre della ragazza sarebbe rimasta danneggiata a seguito di un incendio. Il ragazzo, tratto in arresto, avrebbe cercato di giustificare il gesto asserendo che la ex le doveva restituire 2mila euro precedentemente prestati. Dopo essere stato scarcerato, per l'indagato era stato disposto il divieto di avvicinamento alla ex, costituitasi parte civile con l'avvocato Alessio Trotta. 

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