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Allarme per il Tempio di San Michele Arcangelo, rischiamo di perdere un tesoro inestimabile

Al Tempio di San Michele Arcangelo (antico "padiglione d'Orlando") si sta per perdere un patrimonio d'arte e di cultura

Al Tempio di San Michele Arcangelo (antico “padiglione d’Orlando”) si sta per perdere un patrimonio d’arte e di cultura. Specialmente nella Cappellina della Madonna, come viene popolarmente chiamata la Cappella del battistero. “Se non si interverrà con sollecitudine – afferma lo storico Franco Mezzanotte, presidente di Vivi il Borgo – il recupero potrebbe risultare irrimediabilmente compromesso”.

Al centro dell’attenzione, gli affreschi quattrocenteschi che l’umidità sta letteralmente divorando. L’opera consta di una Madonna con Bambino (del 1421), con sotto i santi Domenico, Lorenzo e Giacomo minore. Un quarto santo (probabilmente Antonio abate, con in mano il libro e un bastone a tau da eremita, con campanella) è ormai praticamente indecifrabile. E la stessa fine faranno le altre immagini. Se non si pone rimedio al degrado. 

“Il fenomeno fisico della capillarità sta provocando la risalita dell’umidità, che genera muffe e concrezioni calcaree. Non c’è tempo da perdere: adesso o mai più!”. Parola del restauratore borgarolo Nicola Panichi, che ha effettuato accurati sopralluoghi, insieme alla dottoressa Tiziana Biganti della Soprintendenza. Il responso inequivocabile: arrestare il degrado, impedire la distruzione progressiva e irreversibile, che potrebbe comportare, a breve, una completa illeggibilità. “Il progetto è stato presentato, ma occorrono i soldi per attuarlo”, dichiara Panichi.

E non si tratta di cifre stratosferiche, dato che si parla di circa 20 mila euro. È stato chiesto l’intervento della Fondazione Cassa di Risparmio che però, per statuto, non può finanziare i lavori per intero. E il nulla osta della soprintendenza può arrivare solo quando la copertura della spesa è effettiva. La proprietà del Tempio – la più antica basilica paleocristiana della città – fa capo alla curia, ma la parrocchia di Sant’Agostino, per ora, non dispone delle somme necessarie. Quindi: tutto fermo. Il progetto verrà ripresentato. “La pellicola pittorica inizia ad essere compromessa non solo nella parte inferiore, ma l’umidità ha raggiunto anche la volta. Se non ci si mette una pezza, si rischia di chiudere la stalla a buoi irrimediabilmente usciti”, il commento dell’esperto.

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