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Multe per gli annunci per ripetizioni private e aiuto compiti, ma la telefonata è una truffa

Due persone sotto processo per una tentata truffa a danno di una ragazza che aveva messo online un avviso: "Dacci il numero di carta di credito che facciamo il prelievo direttamente noi"

Offre ripetizioni private con un annuncio online, ma al numero di telefono non arrivano chiamate di studenti bisognosi, bensì quella di una presunta agenzia per la tassazione degli annunci illegittimi, con tanto di richiesta di sanzione.

Protagonista della vicenda, in qualità di persona offesa assistita dall’avvocato Pasquale Perticaro, una ragazza che aveva pubblicato un annuncio online con il quale offriva ripetizioni private. Mettendo anche il numero di cellulare.

La prima telefonata era quella di una persona che si presentava come dipendente di una non meglio precisata agenzia di controllo che contestava alla ragazza l’illegittimità dell’annuncio e che per questo doveva pagare una multa.

Siccome erano gentili e non volevano farle perdere tempo, se avesse fornito il numero della carta di credito o del conto corrente, avrebbero potuto prelevare direttamente l’ammontare della multa dall’ufficio. Oppure poteva fare un versamento su un numero di conto collegato ad una carta ricaricabile.

La ragazza, in preda all’agitazione, non ricordava il numero della carta di credito né quello del conto corrente, così interrompeva la telefonata per cercare i dati richieste, non senza aver appuntato il numero della carta ricaricabile.

Un’amica che era con lei si faceva raccontare l’argomento della conversazione e la bloccava: non fare nulla, è sicuramente una truffa.

L’ipotesi truffa veniva confermata dagli accertamenti della Polizia postale alla quale la ragazza consegnava il numero della carta ricaricabile, intestata ad un soggetto campano che è finito sotto processo.

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