Tassa di soggiorno non versata, albergatori condannati e vietato lavorare con gli enti pubblici

Condanne da 1 anno e mezzo ad 1 anno e 4 mesi per il mancato versamento al Comune di Perugia della quota pagata dai turisti

Pene da 1 anno e 6 mesi ad 1 anno e 4 mesi, con interdizione dai pubblici uffici (ma pena sospesa). È questa la decisione del giudice per l’udienza preliminare nei confronti di cinque albergatori che avevano omesso di versare la tassa di soggiorno al Comune di Perugia.

Secondo la Procura perugina i cinque albergatori che avrebbero incassato la tassa di soggiorno, ma senza versare il corrispettivo al Comune di Perugia. Si andava dai pochi euro frutto di una dimenticanza a diverse migliaia di euro equivalenti ad alcuni anni di mancato versamento del balzello che il turista versa all’albergatore e che questi deve girare all’ente pubblico. Per la giustizia si tratta di peculato perché in quel momento l’albergatore riveste il ruolo di incaricato di pubblico servizio.

Dopo aver riunito i fascicoli, il giudice per l’udienza preliminare ha condannato gli albergatori che avevano chiesto il rito abbreviato ad 1 anno e 4 mesi con interdizione dai pubblici uffici e dal trattare con la pubblica amministrazione, ma con pena sospesa; i due che avevano scelto il patteggiamento hanno avuto confermata la pena ad 1 anno e 6 mesi con interdizione (pena sospesa).

I cinque albergatori, secondo l’accusa devono al Comune di Perugia le somme di 11mila, 1.600, 854 e 80 euro. Somme non pagate neppure a fronte delle ingiunzioni di pagamento inviate dagli uffici di Palazzo dei Priori e dopo gli accertamenti della Guardia di finanza. Le somme sarebbero state trattenute negli anni 2015 e 2016. Il debito è stato saldato in corso di indagine e il Comune di Perugia non si è costituito in giudizio come parte civile.

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Gli imputati erano difesi dagli avvocati Marco Baldassarri, Luciano Ghirga, Michele Rotunno, Alessandro Scarongella e Giovanni Miriano. Le motivazioni saranno depositate entro trenta giorni e le difesa annunciano già ricorso in appello (per gli abbreviati).

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