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Cronaca

Tassa di soggiorno non versata, albergatore assolto dall'accusa di peculato

I giudici della Corte d'appello di Perugia si sono adeguati alla pronuncia della Cassazione che non riconosce più le funzioni di pubblico ufficiale nella riscossione dell'imposta

Sotto processo per mancato versamento della tassa di soggiorno al Comune, ma viene assolto in primo grado e in appello in quanto l’accusa di peculato non sussiste dopo che la riforma di legge ha modificato la figura dell’albergatore che non è più pubblico ufficiale quando riscuote il contributo.

Il titolare di un’attività alberghiera, difeso dall’avvocato Nadia Trappolini, era accusato di mancato versamento nelle casse comunali di della tassa di soggiorno riscossa dai clienti. Le dichiarazioni dei soggiorni e di quanto riscosso dai clienti erano state depositate, ma non le somme trattenute, portando alla contestazione della responsabilità penale per peculato.

Una sentenza della Cassazione ha stabilito, però, che i gestori delle strutture ricettive non rispondono del reato di peculato in caso di omissione del riversamento agli enti dell’imposta di soggiorno incassata.

Pronuncia alla quale i giudici della Corte d’appello di Perugia si sono adeguati, confermando l’assoluzione in primo grado dell’imputato.

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