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Fra storia, tradizione e "degrado": quella targa in centro storico è ormai illeggibile

"Fondazione del muro di cinta della città medioevale. Sec. XIII-XIV". Ma quella targa delle fondazioni al Pellini è ormai illegibile: "ripulirla? No, rifarla"

Quell’inserto storico marca visita. La scala mobile che sbuca dalla pancia di viale Orazio Antinori e conduce al parcheggio del Pellini ha, sulla destra a salire, una chicca: una finestra delle fondamenta  sulle quale insiste anche parte della strada soprastante. Si tratta delle fondazioni, edificate sul tassello o mandorlato perugino, a sostegno della cinta muraria medievale, risalente al XIII secolo.

Bene hanno fatto i progettisti a lasciare a vista questo lacerto di storia cittadina. Anche per dimostrare che storia e tradizione possono egregiamente incontrare la contemporaneità, creando innesti virtuosi tra antichità, tecnologia e mobilità urbana. A tutto vantaggio della conoscenza e della memoria storica del passato, anche sul piano delle strutture che ne consentivano l’esistenza.

Il monumento al Perugino lasciato marcire e abbandonato al degrado

D’altronde, poco sopra ci sono le scalette della Canapina che ci ricordano come, fin dal medioevo, qui fossero attivi i canapari (o cordari o funari, come recita il nome della Porta nei pressi di viale Marconi). Qualche decina di metri sopra il luogo in questione, sta la chiesa medievale di San Benedetto, incastonata nella cinta muraria etrusca e in predicato di recupero, su impulso della meritoria associazione cittadina “Radici di Pietra” dell’architetto-antichista Michele Bilancia.

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