Interdittiva antimafia Gesenu, il Tar respinge il ricorso: "Complesso quadro indiziario"

Lo scandalo su Gesenu scoppiò a seguito del blitz del Corpo Forestale dello Stato

Il Tar si è pronunciato. Con una sentenza depositata ieri pomeriggio ha di fatto respinto la richiesta di annullare l'interdittiva antimafia piombata tra capo e collo su Gesenu. A decretare l'amaro verdetto per l'azienda che si occupa della nettezza urbana, sono stati i giudici della Prima sezione. Per il Tar sono quindi sufficienti gli indizi raccolti finora. Il complesso quadro indiziario ha portato i magistrati a preferire la misura preventiva, a prescindere dalle eventuali responsabilità penale che dovranno essere giudicate, qualora vi fossero, in altra sede.

Il ricorso – Gli avvocati di Gesenu avevano contestato nel ricorso presentato al Tar l'assenza di prove certe sulla possibilità di infiltrazioni mafiose all'interno dell'azienda. Ma è sempre nel ricorso che si specifica come i famosi nove dipendenti in odore di mafia fossero stati licenziati molto tempo prima che scoppiasse lo scandalo.

Il Tar- Per i giudici del Tar l'argomentazione resa dagli avvocati non basta. I legami e gli intrecci che emergono tra le varie aziende, sono troppo forti perché si possa escludere un eventuale infiltrazione. Di fatto, quindi, l'interdittiva antimafia resta.

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