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Martedì, 27 Settembre 2022
Cronaca

Apertura dimezzata della caccia, la Regione chiede al Tar di anticipare l'udienza e va all'attacco. Mancini: "Nessun rispetto per i cacciatori"

"I 27mila cacciatori umbri non sono tenuti in considerazione, nonostante versino circa 4,5 milioni di tasse di concessione governative e 2,2 milioni alla Regione"

Alla fine la reazione della Regione è arrivata: richiesta immediata di anticipazione dell'udienza in Camera di consiglio prima di quella che rischia di essere un'apertura della caccia ridotta ai minimi termini dopo la decisione del Tar di accogliere la sospensiva    presentata dalle Associazioni ambientaliste, sospendendo, limitatamente ad alcune specie, l’avvio della stagione venatoria. Si cerca dunque si anticipare i tempi del giudizio con tanto di Regione che entra nella partita visto che si è costituita in giudizio. L'udienza per entrare nel merito del ricorso è prevista per il 4 ottobre 2022. Ben 16 giorni dopo l'apertura della caccia dimezzata dall'attuale provvedimento. 

Molto critico l'esponente della lega Mancini da sempre molto sensibile ai temi sulla caccia: “Una decisione che lascia profonda amarezza perché si tratta dell’ennesimo schiaffo ai 27mila cacciatori umbri, che non sono tenuti in considerazione, nonostante versino circa 4,5 milioni di tasse di concessione governative e 2,2 milioni alla Regione". Mancini ha spiegato ancora una volta l'importanza dei cacciatori a livello ambientale e di sicurezza dopo l'invasione di cinghiali e caprioli che sono spesso protagonisti di incidenti stadali.  

"Quando i cinghiali invadono le città, devastano i raccolti degli agricoltori, danneggiano ecosistemi, causano incidenti talvolta mortali agli automobilisti, tutti corrono a chiedere aiuto ai cacciatori, salvo poi dimenticarsi di loro, un accanimento mai visto verso altri cittadini o associazioni. Dispiace che in Italia ci sia ancora chi non ha compreso quanto la caccia sia fondamentale - prosegue Mancini - io di certo non mi stancherò mai di ripeterlo: i cacciatori non praticano uno sport, ma un’attività che è utile alla tutela dell’ambiente, alla salvaguardia delle colture agricole, all’incolumità e alla sicurezza pubblica, oltre a rappresentare una forma di indotto importante per le casse statali".

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