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Tangenti per la ricostruzione post terremoto: sette arresti in Umbria

Le indagini coordinate dai Sostituti Procuratori Dott.ssa Anna Rita Mantini e Dott.ssa Mirvana Di Serio, hanno preso il via dalle dichiarazioni di un imprenditore umbro. Agli arresti pubblici ufficiali, tecnici progettisti e imprenditori

Dalle prime luci dell’alba settanta tra Ufficiali, Sottufficiali e Agenti del Corpo Forestale dello Stato dei Comandi di Perugia e Pescara, stanno dando esecuzione  ad un ordinanza che prevede la custodia cautelare agli arresti domiciliari di 7 persone tra pubblici ufficiali, tecnici progettisti ed imprenditori residenti nei Comuni Perugia, Gubbio, Assisi, Pescara, Popoli e Bussi sul Tirino, nonché il sequestro  preventivo della somma di € 330.929,63 individuata come profitto del reato di corruzione, in merito alla ricostruzione del sisma aquilano.

Le indagini coordinate dai  Sostituti  Procuratori Dott.ssa Anna Rita Mantini  e Dott.ssa Mirvana Di Serio,  hanno  preso il via dalle dichiarazioni rese da un imprenditore umbro, sentito dagli investigatori della Forestale, aggiudicatario di tre appalti per la ricostruzione degli aggregati edilizi del Comune di Bussi sul Tirino per un valore pari ad €  8.000.000,00 a cui il direttore dei lavori ha richiesto  una tangente in denaro pari al valore del 12 % degli appalti ovvero: ben 960.000, 00 euro al fine di dividerla con altri tecnici coinvolti.

Grazie alle dichiarazioni dell’imprenditore e le successive  indagini del Corpo Forestale dello Stato, tramite intercettazioni telefoniche e ambientali, perquisizioni presso  le sedi umbre delle società di costruzione e acquisizioni documentali presso gli Uffici Tecnici della Ricostruzione del Cratere Aquilano, e le sommarie informazioni testimoniali di quanti a conoscenza dei fatti, è venuta a galla l’esistenza di un piano  (definito dagli stessi indagati, nelle loro comunicazioni interne, Piano Abruzzo)  finalizzato a gestire in modo unitario  l’attività della ricostruzione degli edifici interessati dal sisma del 06 aprile del 2009.

Il sistema risultava finalizzato a conseguire un profitto illecito, grazie ad una preventiva assunzione dei numerosissimi incarichi di progettazione degli aggregati edilizi del cratere aquilano, in maniera da acquisire indebitamente una posizione di sostanziale monopolio degli appalti. Somme di denaro erogate per accedere al mercato degli appalti della ricostruzione, agevolati dalla totale contribuzione pubblica.

A fronte di tali dati la Procura oltre ai reati di corruzione, induzione a dare o promettere utilità, turbata libertà degli incanti e falso ha contestato anche l’associazione a delinquere.

Il buon esito dell’istruttoria per la richiesta del contributo veniva quindi garantito dal Responsabile dell’Ufficio Tecnico della Ricostruzione n.5 del cratere aquilano che in contropartita della vendita degli atti del proprio ufficio otteneva la promessa della corresponsione dei rilevanti somme di  denaro (per importi pari al 5%  del valore complessivo degli appalti i quali  raggiungevano importi superiori ad euro 29.000.000,00, solo a voler considerare quelli già gestiti per tramite del gruppo degli associati) oltre alla corresponsione di  utilità (quali lavori edili gratuiti  presso un abitazione di proprietà, la  disponibilità di un autovettura e l’assunzione di  un familiare presso una ditta affidataria dei lavori).

Le dichiarazioni di un altro imprenditore umbro, che ha già presentato richiesta di patteggiamento della pena, permetteva agli inquirenti di corroborare il complesso impianto accusatorio ed apprendere  che lo stesso pubblico ufficiale, a capo dell’Ufficio Tecnico della Ricostruzione Aquilana  si era fatto distaccare presso  un altro ufficio di un Comune limitrofo della provincia aquilana,   per  tentare di turbare la gara pubblica per la progettazione e i lavori  di ricostruzione ex novo della scuola elementare e materna “ V. Clemente”  ottenendo in contropartita di atti contrari al suo ufficio la somma di € 10.000,00 in contanti e la promessa di ulteriori € 130.000,00 da erogarsi in base ai vari SAL. (Somma divisa  con  il Rup della gara d’appalto anche lui  sottoposto agli arresti domiciliari).

Gli investigatori del Corpo forestale dello Stato stanno operando anche presso gli uffici dell’Autorità per la ricostruzione in L’Aquila per sequestrare tutto il carteggio afferente fatti similari in altri comuni del cratere stesso, posto che nell’intendimento degli indagati il medesimo sistema illecito doveva essere replicato anche per i lavori in corso presso la città capoluogo del distretto e perquisendo le sedi umbre di uffici e abitazioni private  per acquisire ulteriore documentazione.

Perquisizioni sono in atto presso uffici e abitazioni degli arrestati sia in Umbria che in Abruzzo per l’acquisizione di altro materiale probatorio.

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