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Imbrattata con svastiche la statua di Giulio III: inutili le pulizie, le scritte rimangono

Hanno provato con l’acqua, ma i segni di quelle svastiche non se ne sono andati: il liquido è scorso sugli scalini, senza smacchiare proprio niente

Hanno provato con l’acqua, ma i segni di quelle svastiche non se ne sono andati: il liquido è scorso sugli scalini, senza smacchiare proprio niente. Anzi, impastando la polvere scura a imbruttire il bianco dei travertini. Ma erano all’opera i coadiutori laici della cattedrale e non tecnici restauratori.

Occorrerà procedere con  alcool e solventi. Ma lo decideranno gli esperti.

Al Corpo di guardia della Municipale non sanno nulla, sebbene dispongano di parecchi monitor che mandano le immagini delle telecamere puntate sulla Piazza Grande. Quelle direzionate verso la Fontana maggiore hanno certamente immortalato gli sconsiderati autori dello scempio.

Un danno relativo, s’intende! Ma quello che brucia è la sfida, il senso d’impunità che domina largamente tra questi irresponsabili: gli stessi che fanno il pieno di birra e svuotano la vescica nei vicoli dell’acropoli. Gli assuntori di sostanze che fanno sbroccare. Gli sfaticati che dormono di giorno e vegliano di notte. E che, non sapendo come ingannare il tempo, improvvisano gesti sconsiderati.

I vigili urbani assicurano che c’è chi ha il compito di controllare le immagini degli occhi elettronici, ma sta al comando. La polizia, di certo, ne ha chiesta l’acquisizione. Ma l’altro ieri mattina, appena avvertiti, i poliziotti giravano intorno alla Fontana alla ricerca di segni e imbrattamenti che invece stavano sul basamento della statua a Giulio III. C’è stato qualcuno – informato della cosa – che ha provveduto a indirizzarli correttamente.

Ora, se vogliono, potranno cercare d’identificare lo sconsiderato o il gruppo di vandali che ha agito durante la notte o alle prime luci dell’alba.

L’occasione della pulizia potrebbe essere propizia per una risistemazione del basamento marmoreo. Sulle cui superfici – in tutti e quattro i pannelli – corrono delle scritte ormai illeggibili. Ma utili a contestualizzare il personaggio effigiato e la sua epoca.

Restano, dunque, le due svastiche sul riquadro lapideo frontale e su quello che guarda le Logge di Braccio.

Pulirle non sarà un grosso problema. Ma la questione che va veramente risolta è quella del corretto utilizzo delle telecamere: se servono, bene. Altrimenti, se non sono utili e non valgono nemmeno come deterrente, tanto vale buttarle in discarica e riconoscere che è stato denaro (pubblico) sprecato.

Poscritto (pro)positivo: e se fosse l’occasione buona per rubricare – e rendere leggibili – le scritte che punteggiano i quattro pannelli del basamento? Dall’insano gesto non  sarebbe venuto solo male.

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