Accuse pesanti contro la professoressa Esposito, arriva la decisione del giudice: caso chiuso

Il giudice Piercarlo Frabotta, accogliendo integralmente la richiesta della procura, ha disposto il decreto di archiviazione nei confronti della ex responsabile della clinica Pediatrica del Santa Maria della Misericordia

Il giudice del tribunale di Perugia ha scritto la parola fine sul caso della professoressa Susanna Esposito, già responsabile della clinica Pediatrica del Santa Maria della Misericordia di Perugia e iscritta nel registro degli indagati con l’ipotesi di truffa per l’utilizzo scorretto del badge e l’attività extramoenia in giorni non consentiti.

Il giudice Piercarlo Frabotta, accogliendo integralmente la richiesta della procura, ha quindi disposto il decreto di archiviazione nei confronti della professionista (che da pochi giorni ha preso servizio a Parma) specificando che “gli elementi acquisiti nel corso delle indagini non appaiono idonei a sostenere l’accusa in giudizio in forza delle considerazioni espresse dal pm nella sua richiesta”.

Le accuse di truffa alla professoressa Esposito "sono infondate", la Procura chiede l'archiviazione

La vicenda della professoressa Esposito era entrata di prepotenza nell’inchiesta sulla sanità umbra. La commissione disciplinare aveva aperto un procedimento contro il primario, contestando la cattiva gestione del medico in reparto, l’utilizzo scorretto del badge e attività extramoenia in giorni non consentiti. Con conseguente provvedimento di sospensione per quattro mesi e multa di 350 euro. Secondo la procura, però, i dirigenti “avrebbero aperto il procedimento disciplinare con finalità meramente ritorsiva e piegando la funzione amministrativa per scopi del tutto estranei all’interesse pubblico”. Nelle intercettazioni dell’inchiesta sulla sanità umbra, ribattezzata “Concorsopoli”, era emerso che tutto quanto sarebbe stato architettato per dare alla professoressa Esposito “una bastonata di quelle forti che si fa male”.

Inchiesta sanità - Le false accuse per "bastonare" la primaria ribelle di Pediatria

La Esposito aveva segnalato un problema di gestione del personale, in particolare la presenza illegittima di un medico in reparto, alla dirigenza in più occasioni, ottenendo la promessa che avrebbero risolto tutto. Visto che la situazione non si modificava, la Esposito non aveva valutato l’attività del medico in reparto così come chiesto dall’Azienda ospedaliera.

Il legale della Esposito, l’avvocato Luca Pietrocola, commenta: “Esprimo profonda soddisfazione per l’archiviazione del procedimento penale che vedeva indagata la mia assistita per dei reati mai commessi.  Sono soddisfatto perché parliamo di una professionista qualificata e seria che ha sempre e solo fatto il suo lavoro, comportandosi da cittadino esemplare”.

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