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Mercoledì, 29 Maggio 2024
Cronaca

Sull'asse Ravenna-Perugia viaggiava la droga per tutta l'Umbria, sgominati due gruppi criminali che gestivano il business

Indagine della Guardia di finanza, individuati due sodalizi che gestivano rifornimento e vendita al dettaglio di coca, marijuana e hashish. A Ponte San Giovanni la base logistica

Droga tra Ravenna e Perugia per rifornire le piazze di spaccio del capoluogo umbro. Sono dieci i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip di Perugia su richiesta della Procura. Per due, sono scattati gli arresti domiciliari, per otto l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Di questi, cinque sono sottoposti anche all’obbligo di dimora nel loro comune. Gli indagati per traffico di stupefacenti sono complessivamente 11: cinque di origine marocchina, residenti in provincia di Perugia, cinque di origine albanese, di cui due residenti a Perugia e tre a Ravenna, e un italiano, nato a Gubbio e residente a Perugia.

Le indagini, avviate lo scorso anno dalla Sezione Goa. del Gico del Nucleo di polizia economico-finanziaria, hanno permesso di individuare, nell’area perugina, la fiorente attività di due gruppi criminali – uno composto prevalentemente da soggetti di origine marocchina e l’altro da albanesi – in grado di rifornire le piazze di spaccio del territorio umbro di rilevanti quantitativi di sostanze stupefacenti come marijuana, cocaina e hashish. Grazie alle intercettazioni telefoniche ed ambientali e l’utilizzo di sistemi di localizzazione satellitare oltre all’attività tradizionale di appostamento, osservazione e pedinamento, la finanza ha potuto ricostruire il ruolo di maggior rilievo ricoperto da due marocchini che, secondo le indagini condotte, avrebbero gestito i contatti con rifornitori albanesi del ravennate, dai quali acquistavano la droga, che veniva poi ceduta, attraverso una propria rete di spacciatori, a Perugia, utilizzando come base logistica un bar di Ponte San Giovanni.

 I titolari dell’attività commerciale sono risultati estranei ai fatti. Nel corso dell’attività investigativa, riferisce la Procura, sono stati documentati 57 episodi di spaccio. I numerosi interventi dei finanzieri hanno portato all’arresto, in flagranza, di una persona e al sequestro complessivo di circa 25 chili tra marijuana, hashish e cocaina, oltre a strumenti utilizzati per il taglio ed il confezionamento delle singole dosi. Accogliendo la richiesta del Pubblico ministero, il Giudice per le indagini preliminari ha disposto le misure cautelari, sulla scorta delle risultanze investigative e degli elementi indiziari che hanno confermato “l’elevata proclività a delinquere” degli indagati, “i quali avevano fatto dello smercio di sostanze stupefacenti la loro principale o prevalente attività, tesa al conseguimento di profitti ai quali difficilmente rinuncerebbero”.

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