Cronaca

Stupro in centro, le vittime raccontano tutto al giudice e inchiodano il giovane violentatore

L'arrestato chiede scusa e si dice pentito: "Avevo bevuto e assunto droga" e dà la colpa al suo passato familiare

Le vittime del giovane accusa di violenza sessuale hanno confermato quanto già raccontato nelle loro denunce.

Davanti al giudice per le indagini preliminari Angela Avila hanno ricostruito le violenze avvenute in centro storico e nel parcheggio di un centro commerciale. Hanno raccontato di come il 19enne arrestato per le violenze, difeso dagli avvocati Guido Maria Rondoni e Daniela Paccoi, non abbia rispettato il loro diniego e che abbia agito con forza e violenza. Lo ha raccontato la ragazzina abusata il 10 giugno scorso, in un vicolo del centro storico (la stessa sera avrebbe molestato un’amica della ragazza stuprata); anche un’altra minorenne ha affermato di essere stata violentata il 12 gennaio 2020, sulla rampa di scale di un parcheggio di un centro commerciale (in questo caso la ragazzina era già stata molestata 3 anni fa quando aveva 11 anni); altra violenza il 1 gennaio del 2019, quando il giovane avrebbe abusato di una ragazza di 17 anni, sempre in un vicolo del centro storico.

Tutti i racconti convergono su un punto: l’uso della violenza da parte dell’arrestato di fronte alla volontà di non fare sesso delle ragazze, ma anche di un volto da violento che appare solo dopo che si apparta con le ragazze.

Anche il giovane arrestato, da poco trasferito da Perugia a Spoleto, ha voluto parlare e rispondere al pm e al giudice, affermando di aver commesso gli stupri, ma di non aver avuto il pieno controllo di sé in quanto aveva bevuto e usato droghe, quindi non ricorda che le ragazze si erano rifiutate di fare sesso. I comportamenti violenti, inoltre, li riconduce al suo passato familiare, all’assenza del padre e ad un rapporto conflittuale con la madre. Il giovane si è detto pentito di quanto fatto.

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