Cronaca

La casa è un’azienda agricola di marijuana: arrestati due studenti universitari

Gli agenti pensano di aver catturato un writer, poi la scoperta dell'erba. Il giudice ha deciso per entrambi il divieto di dimora in Umbria ed il rientro nelle zone di residenza d’origine

Studente universitario fuori sede fermato durante un controllo a Fontivegge, finisce in manette insieme al coinquilino. Sono le 3.30 di notte quando gli agenti della Volante, insospettiti dal giovane che si aggira nei pressi dello scalo ferroviario, decidono di procedere a un controllo dagli esiti “straordinari”.

All’interno dello zaino salta fuori una bomboletta spray ed un’immagine che ritrae un graffito ed è così che i poliziotti sono convinti di essersi imbattuti in un “writer” seriale. Ma poi, dall’astuccio, ecco fuoriuscire un intenso odore di marijuana, mentre dal telefonino salta fuori una foto che da conferme agli agenti. Non è solo un writers.

In casa infatti la pattuglia della volante sorprende il coinquilino con indosso guanti di lattice e forbici da cucina, circondato da barattoli di sostanza essiccata, semi, fertilizzanti, una bilancia ed un bilancino di precisione.

L’appartamento, che due giovani studenti condividevano, era stato trasformato in una sorta di azienda agricola per la produzione di marijuana. Una stanza era stata adibita a serra con tanto di sistemi per il controllo delle condizioni ambientali e di impianto di irrigazione, in un’altra invece, le grucce nell’armadio fungevano da essicatoi alle quali erano appese le infiorescenze che ancora dovevano asciugarsi. Ovunque anche barattoli in vetro e cartoni con marijuana pronta per essere suddivisa in dosi.

Ma c’è di più perché nascosti nel libretto sanitario del cane di uno dei due, c’erano 430 euro in banconote di diverso taglio che – come evidenziato dalle indagini della polizia – con molta probabilità erano frutto dello spaccio. Dagli accertamenti è emerso che con la droga ritrovata in casa (circa 337,21 grammi) avrebbe "fruttato"  689 dosi.

Arrestati per concorso in fabbricazione e detenzione di sostanza stupefacente, i due si sono difesi sostenendo di essere consumatori e di coltivare lo stupefacente per uso personale. Dopo il processo per direttissima il giudice ha disposto per entrambi il divieto di dimora nell’intera Regione Umbria ed il rientro nelle zone di residenza d’origine.

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