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Studenti in lotta con Bus Italia ad Assisi: "Il sabato costretti ad andare a casa con mezzi di fortuna..."

Una ventina di famiglie, assistite dall’avvocato Di Matteo, hanno scritto all’azienda di trasporti per ripristinare il servizio come accade per tutti gli altri giorni della settimana...

Ogni mattina, prima delle otto, tre autobus pieni di studenti si fermano davanti all’Istituto alberghiero di Assisi. Lo stesso accade al termine delle lezioni, ogni giorno. Anzi no, non tutti i giorni. Il sabato avviene che i ragazzi escano da scuola un’ora prima, ma non trovino alcun autobus ad attenderli per riportarli a casa. E a nulla sono valse le richieste della dirigente a Bus Italia affinché adeguasse l’orario, trattandosi sempre di corse scolastiche.

Ed è dall’inizio della scuola, ormai da due mesi, che gli studenti, invece dei tre bus, al sabato si trovino con un solo mezzo, incapace di contenere e trasportare tutti quanti. E i genitori sono costretti ad andare a prendere con la propria autovettura i ragazzi che rimango a piedi, mentre altri studenti tornano con il treno, pagando il biglietto. Altri ancora devono aspettare un’ora nel piazzale la corsa delle 13.30 in piazza Matteotti ad Assisi.

Eppure le famiglie hanno sottoscritto un regolare abbonamento, valido e pagato anche per i giorni festivi, luglio e agosto e Natale. «Siamo di fronte ad un inadempimento contrattuale ed un disservizio grosso come una casa – affermano alcuni genitori riuniti in assemblea - Ci sono diversi minori che restano in mezzo ad una strada quando avrebbero il diritto di trovare il pullman pronto all’orario in cui escono». La scuola ha fatto quanto poteva e continua a sollecitare una soluzione. Alcuni genitori, però, sono andati dall’avvocato Giuseppe Di Matteo: «Sono passati due mesi. La dirigente scolastica dice di aver più volte scritto sia all’azienda sia alla Provincia di Perugia, ma di non aver avuto alcun risultato perché si rimpallano le responsabilità – dice l’avvocato Di Matteo - Molti genitori si sono mossi e stanno facendo pressione autonomamente, io ho scritto a nome di una ventina di famiglie quasi un mese fa, ma non mi hanno risposto. Posta l’oggettività del disservizio è la sua gravità, potrebbero anche avere delle motivazioni. Il punto è che non rispondono, quindi, non è dato conoscerle. A questo punto non ci resta che mettere al corrente l’opinione pubblica della situazione e aspettare risposte».

Una ventina di famiglie, assistite dall’avvocato Di Matteo, hanno scritto all’azienda di trasporti diffidandola a provvedere in quanto «le conseguenze di tutto ciò sono gravi, e foriere di possibili responsabilità sia civili sia penali poiché, a causa del descritto disservizio, decine di minori sono costretti a trascorrere in strada circa un'ora, e le famiglie non possono di certo esserne contente». Secondo le famiglie e il legale, inoltre, il comportamento dell’azienda si pone «in aperto contrasto con i principi enunciati nella carta dei servizi 2017».

La lettera-diffida si è trasformata anche in occasione per richiamare l’azienda all’attenzione «sul diritto di ognuno di disporre di un posto a sedere sui pullman, sui diritti dei ragazzi diversamente abili e sul rispetto del divieto di fumo sui mezzi, poiché anche questi temi sono all'attenzione delle famiglie, che pretendono un servizio almeno (come livello minimo) in linea con la già citata Carta dei Servizi».

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