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Domenica, 16 Giugno 2024
Cronaca

Studentessa vive gratis nella casa dello zio: troppo "ricca" per avere la borsa di studio

Il bando richiedeva la dichiarazione di tutti i beni riconducibili alla famiglia di origine e non solo di quella nucleare

L’appartamento dove vive è di un parente, ma basta per l’esclusione dall’assegnazione della borsa di studio Adisu. La studentessa non ci sta e fa ricorso al Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria, ma perde: l’immobile era del nonno e fa parte dell’asse ereditario da calcolare per l’ottenimento delle borse di studio.

La studentessa contestava l’esclusione della sua domanda di erogazione di una borsa di studio “sulla scorta della seguente motivazione: Documentazione reddituale non conforme al Bando di Concorso. Nella domanda la giovane risultava “come studente indipendente” rientrante nei “richiesti requisiti reddituali oltre che della residenza anagrafica separata dalla famiglia di origine”, allegando anche “visura catastale e contratto di comodato d’uso dell’immobile di residenza, messole a disposizione da un parente di secondo grado, quindi non di proprietà di un membro del proprio nucleo familiare di origine”.

Per l’Adisu e i giudici del Tribunale amministrativo regionale dell’Umbria, però, il “nucleo familiare di origine è da interpretarsi come l’insieme dei familiari uniti dal vincolo tra persone che discendono da uno stesso stipite”. Nel bando si chiedevano le proprietà della famiglia di origine e non di quella nucleare. E la casa in questione, pur non rientrando nel reddito diretto della famiglia nucleare della studentessa, proviene dall’eredità del nonno ed è andata ad uno zio. Per questo fa parte dei beni della famiglia di origine, facendo sì che la studentessa sia troppo “ricca” per ottenere la borsa di studio.

Secondo i giudici amministrativi, inoltre, “lo studente nei fatti è realmente indipendente se dispone di un immobile reperito con propri mezzi o che comunque non sia giuridicamente riconducibile alla propria famiglia di origine, sia essa nucleare o allargata, perché ciò di solito implica che quello stesso studente abbia bisogno di risorse aggiuntive per provvedere a tale immobile (ad esempio un canone di locazione) o comunque non sia soggetto al sostegno economico (anche indiretto, tramite la messa a disposizione gratuita di un immobile) dei membri del nucleo familiare di origine”.

Ne consegue il rigetto del ricorso e la conferma dell’esclusione dal novero delle borse di studio.

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