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Cronaca

Studentessa morta al Trasimeno, drogata, violentata e lasciata morire: ora si va in Cassazione

Lorenzo Perrone è stato condannato in Appello a sei anni e otto mesi per la morte della giovane studentessa cinese, trovata cadavere dietro un cespuglio in una località del Trasimeno

Tenta la carta della cassazione Lorenzo Perrone, condannato a sei anni e otto mesi in Appello per la morte della giovanissima studentessa Shen Chang, trovata senza vita in una domenica di luglio del 2013 lungo le rive del lagoTrasimeno. Il corpo esanime della ragazza studentessa iscritta all’Università per Stranieri di Perugia, fu scorto dietro un cespuglio da alcuni villeggianti, facendo scattare immediatamente le indagini che portarono all’operaio fiorentino, l’ultima persona ad aver visto in vita la giovane.

Era arrivata dalla Cina per studiare e per imparare la nostra lingua, ma i sogni della giovanissima Shen vennero drammaticamente interrotti a soli 19 anni. Le indagini si concentrarono sugli ultimi movimenti della giovane, la sera prima si era data appuntamento via chat con Lorenzo Perrone, operaio fiorentino che secondo l’accusa avrebbe fatto assumere la droga  alla studentessa per consumare rapporti sessuali, fino ad abbandonarla esamine e a occultarne il cadavere. 

Dopo la condanna in primo grado, la difesa - avvocato Laura Brilli del foro di Firenze - era ricorsa in appello, ma la sentenza di secondo grado aveva confermato 6 anni e otto mesi con rito abbreviato all’operaio Lorenzo Perrone, ora in attesa del processo in Cassazione che è stato fissato al 20 luglio prossimo.

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