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Decisione choc, ricorso al Tar per far ripartire i lavori vergogna a S.Bevignate

I lavori sono stati sospesi dalla Sovrintendenza perchè si ritiene scaduta l'autorizzazione paesaggistica. Ma l'Adisu vuole a tutti i costi lo studentato ed ha trovato una postilla per riaprire i cantieri

L'Adisu dell'amministratore Maurizio Oliviero ha deciso che quello studentato "vergogna" davanti San Bevignate - la chiesa templare monumento europeo - deve farsi. L'ente va contro il parere del Comune, della Regione e dei comitati cittadini. E così è stato presentato un ricorso al Tar dell'Umbria per annullare il provvedimento con cui la Sopraintendenza ha giudicato non più valida, per "decorrenza dei termini", l'autorizzazione paesaggistica per la realizzione dei lavori.

Tutto era stato fermato perchè si sostiene che l'autorizzazione è scaduta lo scorso settembre 2013 avendo valida per 5 anni. Per l'Adisu invece l'opera rientra nel decreto del Fare e quindi i tempi di scadenza salgono ad otto e ci sarebbe tempo per altri 2 anni e qualche mese.

Dello stesso avviso la ditta appaltatrice che si è rivolta ai magistrati e minaccia super-risarcimenti. Una situazione difficile che si aggiunge alle voci romane che negano la possibilità di utilizzare il fondo del Ministero - 6 milioni di euro - per altre opere di recupero rispetto allo studentato davanti a San Bevignate. L'idea era quella di utilizzare questi fondi per recuperare degli immobili in centro è fare una sorta di studentato diffuso.

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