Venerdì, 17 Settembre 2021
Cronaca

Case famiglia, arriva la denuncia: "Totale assenza di trasparenza anche dopo terribili fatti"

Questa volta a scendere in campo è il Movimento5Stelle che, con un ordine del giorno, chiede maggiore trasparenza sulla serie di strutture che svolgono attività sociale

“Trasparenza e chiarezza su tutte le strutture che offrono servizi di accoglienza a persone bisognose comprese le Case Caritas e ogni altra struttura operante nel settore sociale oltre che socio-sanitario”. È questa la richiesta del portavoce del Movimento5Stelle in consiglio comunale. Ma dalla richiesta si passa direttamente al fatto specifico. Cristina Rosetti sferra l'attacco, affermando: “La Regione Umbria ha istituito due elenchi, periodicamente aggiornati, contenenti rispettivamente l’elenco delle strutture autorizzate all’esercizio delle attività sanitarie e socio sanitarie e l’elenco delle strutture accreditate. Nei suddetti elenchi, con riferimento ad ogni singola struttura, oltre al nome e alla tipologia specifica di attività, sono indicati anche il nome del legale rappresentante e il nome del responsabile sanitario”.

Ad appartenere agli elenchi sono una serie di altre strutture che svolgono attività sociale e di accoglienza di persone bisognose, compresi minori, talvolta affetti da patologie, e presso le quali i nostri servizi sociali e sanitari inviano chi necessita di accoglienza. Ma tra queste strutture, a detta del consigliere pentastellato, “figurano anche la Case Caritas e fu proprio in una di tali strutture che qualche anno fa furono registrati episodi di rilevanza penale che portarono alla condanna con patteggiamento della pena di un importante sacerdote che gestiva i predetti servizi”.

La denuncia si fa pesante. La Rosetti ricorda: “Con l'occasione, una serie di attività di accoglienza di tipo anche terapeutico e di minori, fino a quel momento svolte, in maniera non conforme alla normativa vigente, vennero per la prima volta alla luce. La Usl aprì una propria inchiesta interna, di cui ad oggi non si conoscono i risultati e le strutture che operano nel settore dell'accoglienza e del sociale, non risultano ad oggi correttamente normate. Poiché i soggetti più bisognosi hanno sì bisogno di accoglienza, ma altresì di una protezione rafforzata rispetto alla quale gli enti pubblici non possono abdicare”.

Ed è proprio per questo che il M5S chiede con un ordine del giorno di procedere con la Regione e con la Usl Umbria 1, a verificare che tutte “le strutture ove vengono inviati dai servizi sociali e/o sanitari del distretto soggetti bisognosi di assistenza, abbiano i requisiti necessari allo svolgimento delle attività concretamente esercitate, che rispettino le norme vigenti, compresa ogni disposizione in materia di idoneità degli immobili rispetto alla destinazione d’uso, le norme igienico – sanitarie, le disposizioni in materia di autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie e socio sanitarie (se ed in quanto applicabili); ad istituire un elenco pubblico, consultabile anche sul sito istituzionale del Comune, di tutte le strutture esistenti, che operano sul territorio comunale e/o al di fuori del territorio comunale, che esercitano attività di assistenza, cura o accoglienza, di riferimento per i servizi sociali comunali e i servizi Usl del nostro comune e distretto di appartenenza, con specificazione dell’effettiva attività svolta e delle relative autorizzazioni e/o accreditamenti e delle carte dei servizi adottate; a rendere note, in collaborazione con la competente Usl Umbria 1, le risultanze dell’inchiesta interna aperta dall’allora Usl n. 2 dell’Umbria di cui in premessa”.

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