La vigilia di Natale fu accusato di aver violentato e picchiato una ragazza conosciuta in disco: altra condanna esemplare

Sentenza confermata in appello. L'aggressione avvenne tra il 23 e il 24 dicembre del 2011 a Corciano. Il giovane venne subito arrestato

Sette anni per aver violentato e pestato e sequestrato una giovanissima ragazza la notte tra il 23 e il 24 dicembre del 2011 a Corciano. La condanna è stata confermata dai giudici della Corte d’appello di Perugia.

Il giovane era stato arrestato la mattina del 24 dicembre dalla squadra mobile di Perugia chiamata in ospedale per una ragazza aggredita e violentata. Secondo quanto ricostruito la giovane, difeso dall’avvocato Alessandro Ricci, aveva incontrato il ragazzo durante un aperitivo in cui un amico comune glielo aveva presentato. Poi la sera stessa lo aveva rivisto nel locale in cui lei lavorava come ragazza immagine. Alla chiusura del locale lui le aveva proposto di andare in un altro bar. Invece una volta in macchina si sarebbe diretto in un posto appartato a Taverne di Corciano e lì l’ha picchiata abusando sessualmente di lei.

Secondo il racconto della ragazza il giovane sarebbe sceso e aprendo il bagagliaio le avrebbe detto: “Vieni, ti faccio vedere una cosa e ci divertiamo”. E, invece, afferratala per la testa l’avrebbe picchiata violentemente, per poi provare ad abusare di lei una prima volta. La ragazza aveva provato a fuggire, ma era stata raggiunta, riportata in auto e di nuovo colpita con due pugni, procurandole la rottura del setto nasale e dello zigomo. Lei, a quel punto, lo implorava di non farle del male: “Ti prego, non mi ammazzare”. Lui l’avrebbe trascinata fuori dalla vettura, picchiata ancora, sbattuta sul cofano della macchina e abusata sotto minaccia: “Se lo racconti, t’ammazzo”. Alla fine, il suo stupratore si convince a riportarla al locale, lasciandola all’inizio della strada che porta al discopub dove la giovane lavorava come ragazza immagine.

La ragazza si è costituita parte civile tramite l’avvocato Matteo Giambartolomei mentre il legale Roberto Paradisi del foro di Ancona assiste i genitori della giovane. “Siamo molto soddisfatti della sentenza, la famiglia non avendo ancora avuto risarcimenti e non avendo visto il responsabile in cella ritiene una mezza riparazione – ha detto l’avvocato Giambartolomei - Ci attendiamo il ricorso in Cassazione, ma i auguriamo che venga fissato in tempi rapidi per arrivare ad una veloce e giusta conclusione della vicenda”.

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Proprio da questa vicenda ha preso il via il progetto Difesa legittima sicura, un progetto multidisciplinare pensato dai due legali per rispondere alle domande e alle necessità dei cittadini che chiedono maggior sicurezza.

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