Timbro sul cartellino, poi dritti al bar: così il sindaco ha fatto arrestare sette dipendenti comunali

Il reato contestato ai sette nell'ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip Maurizio Santoloci è di truffa aggrava continuata in concorso

Beccati grazie all’esposto del sindaco. Sette dipendenti del Comune di Stroncone sono stati arrestati dai carabinieri e spediti agli arresti domiciliari. Il reato contestato ai sette nell’ordinanza di custodia cautelare disposta dal Gip Maurizio Santoloci è di truffa aggrava continuata in concorso. E l’indagine degli uomini dell’Arma è partati dopo un esposto-denuncia presentata proprio dal sindaco di Stroncone, Alberto Falcini.

I sette dipendenti del Comune, secondo quanto ricostruito dai militari, timbravano il cartellino, anche per i colleghi, e sparivano anche per tutto il giorno. In alcuni casi addirittura con l’auto di servizio. Ufficialmente erano al lavoro nell’autoparco del Comune, in realtà erano al bar o a fare la spesa. I sette, tra i 37 e i 62 anni, adesso sono agli arresti domiciliari.

L’esposto? Un dovere - “Mi sono sentito in dovere di farlo, era giusto così”. Con queste parole il sindaco Falcini spiega la decisione di presentare l'esposto che ha dato il via alle indagini. E l'opera del primo cittadino non è finita: “Appena ci verrà notificata l'ordinanza - spiega - faremo tutto quanto è di nostra competenza”.

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