Giustizia amministrativa, aumentano i ricorsi (+28%): stranieri irregolari, bocciature a scuola, armi in casa e soppressione della Forestale

Inaugurazione dell'anno giudiziario, il presidente Potenza: 651 ricorsi proposti (+141 fascicoli), 738 i ricorsi definiti, i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2018 sono 1.235

Il Tribunale amministrativo regionale, che nel corso del 2018 nessun politico ha pensato di abolire, registra un +28% sul versante dei ricorsi (segno che i cittadini e le imprese ancora credono alla giustizia amministrativa per il rispetto dei diritti) rispetto all'anno precedente.

Secondo i dati forniti dal presidente Raffaele Potenza, si va davanti ai giudici amministrativi per procedure di appalto, contro la soppressione del Corpo forestale dello Stato (con ricorsi su mansioni e assegnazione), misure comunitarie, nuove regole sulle farmacie, soggiorno degli stranieri e attività produttiva delle aziende con forte impatto ambientale.

Sono diminuiti dell’8% gli affari pendenti al termine dello scorso anno e che all’aumento dei ricorsi pervenuti corrisponde un incremento dei ricorsi decisi.

I numeri. I ricorsi proposti nel 2018 sono stati 651, con un incremento di 141 fascicoli, mentre i ricorsi definiti sono stati 738 (di cui 641 con sentenza e 97 con decreto decisorio), così i ricorsi pendenti al 31 dicembre 2018 sono 1.235.

Il presidente del Tar ha sottolineato come, anche nel 2018, le decisioni, abbiano “riguardato aspetti fondamentali per la qualità della vita della comunità regionale, quali l’ambiente, la sanità pubblica, l’istruzione e l’università, i servizi sociali, gli appalti, forniture e servizi, la pubblica sicurezza (in particolare le licenze di porto d’armi, specialmente per la caccia), la produzione di energia, l’edilizia privata, anche nei suoi riflessi in tema di tutela del paesaggio e del patrimonio culturale. Altro importante gruppo di provvedimenti ha riguardato, conformemente al precedente anno, il contenzioso introdotto da cittadini stranieri in materia di diritto di soggiorno”.

Alcuni casi e le relative decisioni, improntate al buon senso e, spesso, all’ovvietà.

Ad esempio, “si diventa soci ACI” dopo aver presentato domanda e pagato la quota (ricorsi presentati a seguito delle contestate ultime elezioni per il rinnovo dei vertici dell'ACI provinciale). Oppure che per tagliare un albero occorra “una preventiva valutazione tecnica sulle radici” e la certificazione della pericolosità “per la pubblica incolumità”.

A volte anche la matematica può essere utile e “la scelta della formula matematica per individuare l’offerta economica più vantaggiosa è insindacabile salvo che per manifesta irrazionalità”.

È ovvio che “il detentore del porto d’armi debba essere persona affidabile ed esente da mende” oppure che vada revocata in maniera automatica “la patente per incidente stradale, con tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro”.

In caso di concorso, inoltre, la prova pratica “può consistere anche in operazioni intellettuali che dimostrino il possesso di specifiche competenze e dell’attitudine alla loro applicazione”. Come è indiscutibile che la bocciatura o la promozione debba essere di esclusiva “competenza del Consiglio di classe” qualora “l’alunno abbia riportato insufficienze in una o due materie che il Consiglio stesso ritenga recuperabili” con le dovute motivazioni.

Mentre la domande di “mutamento del cognome, oltre che per le cause tassative indicate dalla legge (perché ridicolo o vergognoso o perché rivela l’origine naturale)”, possa “essere motivata anche da intenti soggettivi ed atipici, purché meritevoli di tutela e non contrastanti con il pubblico interesse alla stabilità e certezza degli elementi identificativi della persona e del suo status giuridico e sociale”.

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