Omicidio di Montelaguardia, strangola la mamma nel sonno: "Naticchi parzialmente incapace di intendere e volere"

L'assassinio era avvenuto nella loro abitazione a marzo del 2018, l'uomo non ha mai spiegato i motivi del suo gesto

Luciano Naticchi è semi infermo di mente, ma può sostenere il processo. Anche se le sue condizioni influiranno sulla decisione del giudice. È questo l’esito della perizia del dottor Rella e della consulenza del dottor D’Alessandro richieste nell’ambito del procedimento con il rito abbreviato condizionato.

Naticchi, 60enne, è accusato di omicidio volontario per aver strangolato la madre Ofelia Tiburi, di 79 anni, nel suo appartamento a Montelaguardia. La donna, rimasta da un anno vedova del marito deceduto a causa di un infarto, divideva l’appartamento con il figlio, da poco andato in pensione proprio per stare vicino alla donna.

L’uomo, difeso dall’avvocato Francesco Falcinelli, dopo il delitto aveva chiamato i carabinieri e aveva confessato quanto fatto. Sul perché del gesto anche i periti non sono riusciti a fare molta chiarezza. Nella relazione degli psichiatri è confluita la storia clinica dell’uomo, la vita difficile, i tanti lavori. E anche quel rapporto con la madre che ne faceva il centro della sua vita.

Adesso starà al giudice, il 10 maggio, stabilire quanto influirà la condizione dell’uomo nella quantificazione della pena e per la struttura che dovrà ospitarlo.

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