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Strage del Broletto, colpo di scena in Cassazione: annullata la sentenza di condanna per il medico dell'assassino

La quarta sezione penale della Cassazione ha accolto il ricorso della difesa, annullando con rinvio a Firenze la sentenza di condanna a un anno per omicidio colposo emessa nei confronti del medico di Zampi

Annullata con rinvio alla Corte d’Appello di Firenze, la sentenza di condanna a un anno di reclusione emessa dai giudici della corte d’Appello di Perugia nei confronti di P.S., 65 anni, il medico di base del responsabile della strage del Broletto, Andrea Zampi. E’ quanto stabilito dalla quarta sezione penale della suprema Corte di Cassazione che ha accolto il ricorso avanzato dalla difesa dell’imputato.

La sentenza di assoluzione emessa in primo grado nei confronti del medico, due anni fa è stata ribaltata in Appello, con tanto di condanna a un anno per omicidio colposo emessa dai giudici perché l’imputato aveva rilasciato il certificato anamnestico a Zampi e utile al rilascio del porto d’armi, nonostante le sue condizioni di salute mentale. 

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Con quel porto d’armi per tiro a volo, Zampi acquistò una pistola e il 6 marzo del 2013 entrò negli uffici della Regione. Sparò contro le due dipendenti Margherita Peccati e Daniela Crispolti. Poi rivolse l’arma contrò di sé e sparò ancora. Uccidendosi, e lasciando dietro sé una scia di sangue e dolore che ha scosso Perugia per molto tempo.

Per quell’assurda strage, dirigenti, funzionari e medico di base finirono nell’inchiesta. Nel gennaio di quest’anno uno degli ultimi capitoli giudiziari si è chiuso con una sentenza di assoluzione mentre il medico di base, che aveva scelto la formula del rito abbreviato, era stato condannato in Appello per l'omicidio colposo delle due due impiegate comunali. 

La quarta sezione della Cassazione  ha accolto il ricorso dell'avvocato Franco Libori che assiste il medico. La difesa ha sempre sottolineato l'estraneità delle accuse mosse contro l'imputato, che sarebbe stato tratto in inganno dal paziente sulla disposizione del certificato. Ma non solo, tra i punti nodali del ricorso avanzato dal legale del medico, anche la mancanza della motivazione del nesso causale. 

Intanto la Cassazione da un lato ha respinto i ricorsi degli eredi Zampi in quanto il medico - per i giudici - non è responsabile della sua morte, dall'altro ha annullato con rinvio la sentenza di condanna.  "Sono molto soddisfatto - dichiara l'avvocato Franco Libori - perché finalmente la Cassazione sembra aver sottolineato delle carenze motivazionali a cui dovrà dare delle risposte la Corte d'Appello di Firenze. Siamo convinti che alla fine verrà fuori la non responsabilità del medico per quanto accaduto. Ora attendiamo le motivazioni della sentenza". 

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