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Cronaca Centro Storico / Piazza Partigiani

Storie/1 - Addio alle partite di calcio improvvisate sui piazzali: ora giocano a cricket

In Piazza Partigiani, in un quadrato polveroso vuoto come un deserto, nessuno tira più calci ad un pallone sognando il goal. la domenica pomeriggio migranti Bangladesh si radunano per giocare al più alieno degli sport in Italia: il cricket

Bastava un pallone - portato da uno del gruppo a turno -, qualcosa che potesse delimitare le porte (dai secchi della spazzatura, ai lampioni fino ad arrivare alle classiche maglie adagiate a terra) e un po' di spazio (una piazza, un vicolo, a volte i più fortunati una piastra). Insomma ci voleva poco per organizzare in mezzo ad un quartiere o dei palazzoni una partita di calcio senza campo sportivo, strutture ed erbetta ben tagliata. Chi ha più di 30 anni lo ha fatto. Bastava soltanto la passione per giocare o stare insieme.

Oggi, tra società, parrocchie e strutture comunali, è difficile vedere ancora questi scontri improbabili. Almeno tra perugini, umbri e italiani in generale. C'è però chi ha preso il posto di quei ragazzi che sognavano "Platini" o "Maradona": basta andare la domenica pomeriggio in un polveroso spazio tra l'autostazione degli autobus e le pensiline per turisti e gite dove poter mangiare o riposare all'ombra.


Piazza Partigiani, i migranti giocano a cricket

In questo piccolo quadrato si gioca al più sconosciuto dei giochi per noi italiani: due squadre improvvisate, senza divise ufficiali e pubblico, si sfidano a Cricket. Un gioco alieno un po' simile al baseball ma che può durare anche per giorni. I giocatori sono tutti migranti del Bangladesh che si radunano per onorare il loro sport nazionale.

"Per noi importante come il calcio per voi": ci dice un ragazzo che di notte vende rose e quando piove è uno di quelli che ti ripete ossessivamente: "ombrello...piccolo o grande". "Oggi siamo pochi...ma di solito possiamo fare anche tre squadre. Passiamo così il riposo della domenica". Sono tutti islamici e le ragazze dunque stanno a casa o "fanno cose da donne". Spiegano senza nessun timore. "Ci sono anche altri ragazzi indiani e pachistani che giocano a Perugia o in giro per l'Umbria....siamo in contatto con loro...": spiega un giovanissimo armato di "mazza" - chissà se si chiama così...- che alterna battute contro palline scagliate a grande velocità da uno dei lanciatori di turno.

C'è dunque un movimento sportivo alieno che si muove tra campi di calcio, di basket, tennis e pallavolo. La squadretta del Bangladesh ha anche un allenatore che osserva e dà indicazioni in lingua madre: "Non solo giochiamo....ma facciamo anche degli allenamenti. Speriamo un giorno di poter mettere su una squadra vera e fare un campionato. Ma oggi è difficile per due motivi: non abbiamo un campo e i pochi campionati sono lontani dall'Umbria....non abbiamo soldi per spostarci".

E allora non resta che sognare...su questo spazio polveroso in Piazza Partigiani. E per quanto il gioco sia alieno è sempre più rassicurante pensare che ci siano giovani che usano la mazza per colpire una pallina....mentre a pochi metri nel Parco del Santa Giuliana ci sono altri migranti che con la mazza cercano di difendere la loro postazione dello spaccio. L'integrazione, al di là dei progetti da conferenza stampa, è lontana come i mille volti, le mille storie dei nostri migranti.

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