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Corte dei Conti, 256 giorni di assenza dal lavoro. "Sono malato". Ma per i magistrati è un artista dell'assenteismo

E' stato già licenziato dal suo comodo posto pubblico in Umbria. Ora il nuovo verdetto: stangata economica per quei falsi certificati medici. La decisione del collegio della magistratura contabile

Sulla base dei certificati medici che produceva senza sosta al proprio ufficio personale di un ente pubblico, era malato, depresso e praticamente ridotto ad uno straccio. Ma questo sulla carta dato che nella vita reale, quando stava lontano dal lavoro come emerge da due intercettazioni, aveva tanta energia in corpo: si incontrava regolarmente con un'amica speciale, curava gli interessi della famiglia, gli affari della figlia e svolgeva altre mansioni non riguardati natura medica. E' stato definito, questo dipendente umbro le cui iniziali sono S. P., dalla magistratura contabile una sorta di artista dell'assenteismo con i suoi 256 giorni di malattia immaginaria.

Di "artistico" c'era anche in molti certificati medici inviati alla Direzione Territoriale del Lavoro dell'Umbria che, secondo il collegio della Coerte dei Conti che ha emesso la sentenza, erano artefatti: "Tra il 2015 e il 2016 attestava falsamente uno stato di malattia mediante, in alcuni casi, certificazioni materialmente false, per essere state redatte da lui personalmente con timbri di sanitari ignari e firme". Per ben 133 giorni consecutivi è riuscito ad evitare il lavoro ma alla fine è stato scoperto e dopo aver perso il posto di lavoro rischia - se non farà appello - di pagare un conto salato: intorno ai 30mila euro. 

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