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Perugia piange il suo genio della fotografia, scomparso Stefano Bottini

Un fotografo, ma anche molto di più, un genio che ha saputo dare ai suoi scatti il senso della poesia e dell'irreale

Amato, poliedrico, inventore, scrittore, critico, ma soprattutto fotografo. Di Stefano Bottini si poteva dire di tutto, ma non che fosse uno dalla mente poco geniale. Se ne va così un altro grande artista della nostra Perugia.

E’ deceduto, infatti, oggi, 27 marzo, al Santa Maria della Misericordia, dopo una malattia che non lo aveva mai fermato, anzi aveva lavorato sempre più, donando al suo pubblico stupende mostre dai tratti realisticamente assurdi.

Una carriera lunga, fatta di successi e di scatti che hanno saputo narrare molto di più di quel che forse si poteva cogliere osservando semplicemente una statua di Sant’Ercolano. Lui delle opere architettoniche ne ha fatto delle vere e proprie meraviglie.

Risale al 2008 la sua mostra alla Triennale di Milano dedicata alla "Scarzuola, il sogno ermetico di Tomaso Buzzi" e  presentata dal critico d'arte Vittorio Sgarbi. Ha tenuto altre mostre all'Arsenale di Venezia, all'Archivio di Stato di Firenze ed al Foro Italico di Roma ("Roma Stadio dei Marmi, galleria sacra dell'ideale italiano"). 

Il suo progetto sulle "Piazze d'Italia, per una nuova visione della città” stato selezionato dalla Commissione europea per una mostra che si è svolta nel 2011 a Bruxelles. Nello stesso anno è stato selezionato per la collettiva "Paesaggi Italiani Moderni" con artisti quali Giacomelli, De Chirico, Carrà e
Sironi, nella Galleria delle Arti di Città di Castello. Nel 2012 al Palazzo dei Sette in Orvieto ha allestito la personale "Ossimori di viaggio foto mai viste".

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