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Cronaca Fratta Todina

La stalla è troppo vicina all'abitazione, ma per il Tar è normale che sia costruita in campagna

Rigettato il ricorso di un vicino di un'azienda agricola contro l'ampliamento dei ricoveri per i bovini

Lite tra confinanti per la nuova stalla di bovini. Il vicino fa ricorso contro la costruzione del nuovo impianto: “È troppo vicino alla mia proprietà”, ma il Tribunale amministrativo regionale gli dà torto.

Il vicino che si sentiva danneggiato dalla realizzazione di una rimessa attrezzi e di una stalla per allevamento bovini nella proprietà del confinante, si è rivolto al Tar per chiedere l’annullamento di tutti gli atti autorizzativi del Comune di Fratta Todina e del Servizio igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche della Usl Umbria 1. Secondo il ricorente “la stalla, destinata ad ospitare 18 bovini da ingrasso”, con tanto di “struttura di stoccaggio destinata a contenere i liquami e le deiezioni prodotte dal bestiame” avrebbe dvuto essere realizzato “ad una distanza di circa 60 metri dall'abitazione dello stesso, mentre a soli 25 metri circa si troverebbero il puddock di stabulazione dei capi”.

Per i giudici amministrativi “le normative urbanistico-edilizie della Regione non prevedono, per la costruzione di stalle per bovini, distanze da rispettare” e le norme nazionali impongono “di tenere le industrie insalubri di prima classe “isolate nelle campagne e ... lontane dalle abitazioni”, quindi “non si applica nei confronti di abitazioni isolate nelle zone agricole, dove preferibilmente dette industrie debbono trovare collocazione”.

Ne consegue il rigetto del ricorso e il via libera alla stalla.

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