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Perseguita e picchia dipendente dell'Azienda Ospedaliera: perugino accusato di stalking

Le numerose querele e il referto medico ha permesso di aprire il processo nei confronti dello stalker

“Accusato di stalking per le continue manifestazioni di violenza fisica e psicologica”. Con queste righe ha inizio il capo d'imputazione che “racconta” l'ennesima persecuzione ai danni di una donna indifesa e costretta a vivere in un continuo stato di terrore. Imputato nella vicenda un perugino di 48 anni, accusato nel particolare di avere ossessionato la sua ex compagna, difesa dall'avvocato Delfo Berretti, con continue telefonate e appostamenti, non solo di fronte a casa, ma anche nel posto di lavoro e cioè all'Azienda Ospedaliera di Perugia.

L'uomo avrebbe in uno specifico caso “durante un violento litigio – come si legge sempre nel capo d'imputazione – messo le mani addosso procurandole una frattura scomposta della epifesi prossimale della falange intermedia della mano sinistra”. Una lesione costata alla donna problemi permanenti al dito.

Ma solo, perché stando sempre agli atti del processo, a finire in mezzo alla vicenda anche il figlio della donna. L'uomo, non riuscendo ad accettare rottura, aveva deciso di assillare costantemente anche il figlio di lei con la speranza che i rapporti potessero riprendere. Le numerose querele e il referto medico ha permesso di aprire il processo nei confronti dello stalker. Ieri durante l'udienza sono stati ascoltati tre testimoni, ma già nella prossima settimana, grazie alla scelta del rito abbreviato, dovrebbe arrivare la sentenza.

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