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"Vengo nell'azienda dove lavori e spacco tutto", poi prende a calci la sua auto e la minaccia di morte

La vicenda è sbarcata in udienza preliminare dinanzi al gup. Per l'uomo, un italiano di 36 anni, pende una richiesta di rinvio a giudizio per stalking

La convivenza che diventa un incubo e poi minacce di morte, ingiurie, atti persecutori, tanto da dover modificare le proprie abitudini di vita per paura dell'ex. Lei, una giovane donna perugina, sarebbe stata costretta a subire pesanti condotte persecutorie attraverso continui messaggi via chat, tramite social e telefono, alcuni dei quali dal tono offensivo e minaccioso.

Anche durante la convivenza, secondo la procura che ha formulato per l'ex fidanzato una richiesta di rinvio a giudizio, la ragazza sarebbe stata "ripetutamente inguiriata e minacciata di morte, aggredita, picchiata e in un'occasione afferrata per i capelli e strattonata con forza". Ma non solo; secondo l'accusa l'imputato avrebbe minacciato di picchiare sia lei che un nuovo ed eventuale fidanzato, qualora li avesse incontrati per strada e paventandole l'ipotesi di andare nell'azienda dove lavora per spaccare tutto, intimandogli di non mettere piede nella sua città. In un'altra occasione, avrebbe anche preso a calci la sua auto parcheggiata, danneggiandola. I reati contestati all'imputati, un italiano di 37 anni, vanno dal 2014 al 2017 ed ora l'uomo rischia un processo.

L'udienza, fissata per questa mattina dinanzi al gup Carla Giangamboni è stata rinviata al 26 giugno per permettere una riformulazione del capo d'imputazione; frattanto la ragazza ha avanzato richiesta di potersi costituire parte civile con gli avvocati Roberto Mastalia e Fabiana Silvestri.L'imputato è difeso dall'avvocato Claudia Dominici. 

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