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Stalking, molestie e denunce, le vicine terribili finiscono in tribunale

Insulti, lancio di oggetti, appostamenti, tutto per il rumore, l'uso delle parti comuni e i giardini confinanti

Lo stalking al femminile nasce in condominio, tra questioni di proprietà, di uso delle parti in comune o per rumori, poi prosegue in tribunale con due procedimenti: uno a carico di una donna, appunto per stalking, l’altro a parti invertite davanti al giudice di pace.

Le due donne, difesi dagli avvocati Nada Lucaccioni e Gabriele Stafficci, sarebbero protagoniste di continui litigi in condominio per una questione di giardini confinanti, di figli rumorosi e feste a musica altissima, ma anche di utilizzo quasi privatistico di parti in comune. Le due donne, secondo le denunce che si sono fatte reciprocamente, si perseguiterebbero vicendevolmente con lanci di oggetti, insulti per strada, appostamenti.

L’unica differenza tra le due è il percorso del procedimento: una è finita davanti al giudice il tribunale con l’accusa di stalking (più grave) perché a rivale l’ha denunciata più volte, lamentando una persecuzione che ha inciso sulla sua vita.

Anche quest’ultima, però, è finita sotto processo, ma davanti al giudice di pace per la sola accusa di molestie e per una singola denuncia.

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